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Bombe chimiche in Siria

Altri raid, almeno 72 i morti

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Nuovi raid aerei sono stati compiuti nelle ultime ore nel nord-ovest della Siria, nell'area colpita ieri dal presunto attacco chimico attribuito alle forze governative.

Secondo l'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus), non si hanno ancora bilanci esatti dei nuovi bombardamenti ma sale intanto a 72 il bilancio dei raid compiuti ieri su Khan Shaykhun, nel governatorato di Idlib.

Il tema della "responsabilità" per quanto accaduto nella guerra in Siria è "centrale", dice Federica Mogherini, alto rappresentante della politica estera europea, che in una intervista con un gruppo di agenzie internazionali: "Noi europei crediamo che le responsabilità abbiano rilevanza, quindi chi ha commesso crimini di guerra deve essere chiamato a risponderne".

Mogherini ha anche ribadito di ritenere "irrealistico" che il futuro della Siria continui come "è stato negli ultimi 40 anni". 

Ma sul futuro di Assad "sta ai siriani decidere". "L'impunità non è una opzione", ha poi aggiunto l'Alto rappresentante Ue in un punto stampa assieme all'inviato speciale dell'Onu Staffan de Mistura. Facendo riferimento all'attacco di ieri con armi chimiche, Mogherini ha aggiunto che "chiunque ne sia responsabile deve risponderne".

Nel bombardamento chimico sulla città (dove si sono rifugiati anche gruppi di ribelli in fuga) sono stati uccisi e feriti anche molti bambini.

Una città in mano ai ribelli nel nord della Siria è stata esposta ad agenti tossici provenienti da un arsenale ribelle colpito da un bombardamento aereo siriano: così il ministero della Difesa russo parla di quanto accaduto ieri nella provincia di Idlib, dove sono morte decine di persone. Mosca smentirebbe così da parte sua l'ipotesi che il regime di Damasco abbia volutamente eseguito un attacco chimico.

Il portavoce del ministero, il generale maggiore Igor Konashenkov, ha detto stamattina che le attività militari russe hanno registrato ieri un attacco delle forze aeree siriane su depositi di armi e una fabbrica di munizioni nella periferia orientale della città di Khan Sheikhoun. Konashenkov ha aggiunto che armi chimiche prodotte dalla fabbrica sono state utilizzati in Iraq e lo stesso tipo di armi erano state usate precedentemente dai ribelli ad Aleppo, dove si erano riscontrate sintomatologie simili a quelle osservate nelle immagini arrivate ieri da Khan Sheikhoun.

Bambini e adulti stesi per strada, seminudi, con gli occhi sbarrati nello sforzo sovrumano per continuare a respirare, mentre vengono innaffiati con getti d'acqua. Altri con la schiuma alla bocca, o mentre vengono intubati dai medici.

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