Brexit, esultano i leader nazionalisti Europeisti sotto shock: «Un incubo»

Ecco le reazioni dei principali capi di stato e uomini politici in Italia e in Europa dopo l’addio della Gran Bretagna all’Unione Europea:

Angela Merkel (cancelliera tedesca): «È un taglio netto per l’Europa. Ma ora serve un’analisi calma e composta».

Francois Hollande (presidente Francia): «Oggi la storia bussa alla nostra porta, bisogna essere all’altezza. «Farò di tutto affinché si adotti un cambiamento profondo piuttosto che un ripiegamento dell’Europa».

Jean Claude Juncker (presidente della Commissione europea): «Il processo di incertezza in cui siamo entrati non durerà molto a lungo, bisogna accelerare le cose».

Matteo Renzi (presidente del consiglio): «Dobbiamo cambiarla per renderla più umana e più giusta. Ma l’Europa è la nostra casa, è il nostro futuro».

Vincenzo Boccia (presidente di Confindustria): «L’Europa è il mercato più ricco del mondo, è evidente che la Brexit ha un effetto ansia nei mercati ed effetti speculativi».

Paolo Gentiloni (ministro degli esteri): «L’Italia, come tutti sanno, avrebbe di gran lunga preferito un esito diverso, rispetta la decisione.
Ma uscire significa uscire. Certamente la Gran Bretagna resterà nostra amica e alleata nella Nato ma la decisione di uscire dall’Ue è stata presa e ad essa bisogna dare seguito».

Vladimir Putin (presidente Russia):  «Il risultato del referendum in Gran Bretagna avrà senz’altro conseguenze per il mondo e per la Russia».

Silvio Berlusconi:  «Occorre dare una risposta immediata e straordinaria da parte di chi l’Europa l’ha pensata e voluta. È urgente ricostruire l’Europa come comunità politica basata su valori condivisi, prima che economica o burocratica, vissuta dagli europei come la loro patria e non più come un’imposizione o una fastidiosa necessità». Lo dice in una nota Silvio Berlusconi che annuncia la richiesta al Ppe di «un congresso straordinario per lanciare un manifesto di rifondazione dell’Unione Europea».

Matteo Salvini (Lega Nord): «Evviva il coraggio dei liberi cittadini di Gran Bretagna!!! Il cuore, la testa e l’orgoglio hanno battuto le bugie, le minacce e i ricatti. Grazie UK, ora finalmente cambierà l’Europa, ora tocca a noi».

Beppe Grillo: «L'Europa si cambia restandoci»

Giorgio Napolitano: «È stato incauto promuovere questo referendum e affidare ad un no o ad un sì problemi tanto complessi. Hanno quindi prevalso elementi emotivi come le preoccupazioni legate al problema dell’immigrazione. È un colpo molto duro - ha aggiunto Napolitano - con elementi di destabilizzazione economica e politica».

Martin Schulz (presidente dell’Europarlamento): «Per 40 anni la relazione tra la Gran Bretagna e l’Ue è stata ambigua, ora è chiara. La volontà degli elettori deve essere rispettata. Ora c’è bisogno di un negoziato chiaro e veloce per l’uscita della Gran Bretagna dall’Ue».

Donald Tusk (presidente del Consiglio Ue): «Non nascondo che volevamo un risultato diverso. Sono pienamente cosciente di quanto grave e anche drammatico sia questo momento politicamente. L’Unione europea è determinata a mantenere l’unità a 27. Voglio rassicurare tutti. Siamo preparati anche per questo scenario negativo. La Ue non è un progetto solo per i tempi buoni. Finchè il Regno Unito non avrà formalmente lasciato la Ue, le leggi della Ue continueranno a valere per e all’interno della Gran Bretagna, ciò significa diritti e doveri».

Romano Prodi: «Sono andato a dormire con la tranquillità che la Gran Bretagna rimanesse nell’Unione e questa mattina mi sono svegliato con la consapevolezza che tutto era diverso. Poi discuteremo di tutte le conseguenze nel breve periodo, delle Borse che scendono, anche se questo mi preoccupa fino a un certo punto, perché credo che le conseguenze economiche non siano grandissime. Ma questa Brexit è il grande segnale del malessere non nei confronti dell’Europa, ma di tutta la politica che viene fatta oggi ovunque».

Donald Trump: «È una grande notizia» che i britannici si siano «ripresi il loro paese».

Wolfgang Schaeuble (ministro delle Finanze tedesco): «L’Europa dovrà adesso rimanere unita, insieme dobbiamo tirare fuori il meglio dalla decisione dei nostri amici britannici. Rispettiamo il risultato - ha aggiunto Schaeuble - anche se mi ero augurato un altro esito».

Nigel Farage: «È la vittoria della gente comune contro le grandi banche, il grande business e i grandi politici».

Tony Blair:  «È un momento molto triste per il nostro Paese, l’Europa e il mondo».


 

Esultano i leader nazionalisti europei, un incubo per quelli europeisti: totalmente contrapposte le reazioni del mondo politico dell'Unione ai risultati che vedono la Gran Bretagna dire addio all'Europa con la vittoria dei leave al referendum

"Vittoria della libertà! Come chiedo da anni ora serve lo stesso referendum in Francia e nei Paesi dell'Ue": lo scrive la leader del Front National, Marine Le Pen, in un tweet pubblicato nel giorno del Brexit. Anche il numero 2 del Front National, Florian Philippot, ha twittato: "La libertà dei popoli finisce sempre per vincere. Bravo Regno Unito. Ora tocca a noi".

 "Per favore ditemi che sto ancora dormendo e che tutto questo è solo un brutto incubo". Così l'ex premier europeista finlandese Alexander Stubb su Twitter dopo la Brexit. "Di solito queste cose avanzano in tre stadi: crisi, caos e soluzione non ottimale, non so dove siamo a questo stadio"

 "Maledizione, un brutto giorno per l'Europa". Lo ha twittato il vice cancelliere tedesco Sigmar Gabriel. È la prima reazione di un membro del governo tedesco alla vittoria della Brexit al referendum.

"Evviva il coraggio dei liberi cittadini! Cuore, testa e orgoglio battono bugie, minacce e ricatti. Grazie Uk, ora tocca a noi. #Brexit". Esulta il leader della Lega, Matteo Salvini.

Rispettiamo e deploriamo la decisione degli elettori britannici" che "provoca un danno maggiore a entrambe le parti, ma in prima battuta alla Gran Bretagna", per questo "non ci può essere nessun trattamento speciale per il Regno Unito" e quindi "i negoziati di uscita devono concludersi entro due anni". Così il leader del Ppe all'Europarlamento, il tedesco Manfred Weber, sottolineando che ora "l'Europa ha bisogno di un momento di riflessione, vogliamo un'Europa migliore e più intelligente".

 
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