Il clima è «matto»? Più care le polizze per gli agricoltori

I cambiamenti climatici che hanno caratterizzato il 2017 porteranno probabilmente ad un aumento del costo delle polizze in agricoltura e alla ridefinizione delle garanzie. È quanto è emerso in un convegno organizzato ad Assisi da Asnacodi, Associazione nazionale consorzi di difesa e il Centro per lo sviluppo agricolo e rurale, per fare il punto della situazione.


A prevedere il rincaro delle polizze è stata la compagnia di riassicurazione, Swiss re, confermando come lo scorso anno sia stato un anno difficile per il settore assicurativo a causa dei molti e frequenti eventi catastrofici.

Da parte sua l’Ania, l’associazione che raggruppa le imprese assicuratrici, ha evidenziato i vantaggi che oggi hanno gli agricoltori stipulando assicurazioni che prevedono il contributo pubblico; facilitazioni che comunque non riescono ad ampliare la base assicurata.

Per questo, secondo il presidente di Asnacodi, Albano Agabiti, occorre che nel 2018 risorse e investimenti siano necessariamente concentrati per sviluppare le assicurazioni agevolate, i cui valori nel 2017 sono aumentati di 500 milioni di euro, a riprova dell’efficacia delle iniziative intraprese.

In questa direzione sono ascrivibili le novità Ue per diminuire la soglia di rischio per poter accedere alle assicurazioni agevolate e aumentare il contributo, rendendo ancora più convenienti le coperture agevolate. È stato affrontato anche il problema delle difficoltà riscontrate nell’erogazione dei fondi pubblici.

Per questo Agabiti ha chiesto alla parte pubblica «di fare un miracolo per il 2018», visto che ammonta a 400 milioni il debito dei consorzi di difesa nei confronti delle banche, che hanno sostenuto gli agricoltori sostituendosi al pubblico.

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