Hotel spazzato via da una slavina I soccorritori: «Ci sono tanti morti»

Un bilancio (provvisorio) di quattro morti e 25 dispersi. Si continua a scavare sul Gran Sasso, dove una valanga ha sepolto l'hotel Rigopiano a Farindola, sul Gran Sasso.

Ed è polemica sui tempi di intervento dei soccorsi. Gli elicotteri non potevano volare, viene detto. Sul posto i primi soccorritori sono arrivati sugli sci.

Inoltre gli esperti dicono che quell'albergo non si sarebbe mai dovuto costruire in quella zona. Costruito su una piccola collinetta, formata da detriti di vecchie frane e valanghe.

«Le persone registrate in Questura aufficialmente sono di meno, ovvero 22 ospiti e sette dipendenti - spiega il sottosegretario regionale, con delega alla Protezione civile, Mario Mazzocca, dal Centro di raccolta allestito nel palazzetto dello sport di Penne -. Però è verosimile che ci fossero degli ospiti e dunque il numero dovrebbe essere questo». 

Da stamattina sono stati estratti due corpi dalle macerie.

Direttore hotel, ero fuori per coordinare i soccorsi - «Ero sceso per coordinare da Pescara le operazioni di soccorso per lo sgombero neve, poi la situazione alle 17 è precipitata. Per questo non ero lì". Lo ha raccontato a Barbara D'Urso in collegamento telefonico per 'Pomeriggio 5', Bruno Di Tommaso, direttore dell'Hotel Rigopiano, travolto dalla valanga. L'uomo è il nipote di Roberto Del Rosso, gestore del resort. «L'avevo sentito alle 16 - ha detto Di Tommaso - attraverso messaggini, stavo aggiornando i ragazzi sulla situazione. Roberto era preoccupato per la tanta neve». Al momento della valanga, ha raccontato Di Tommaso, all'interno c'erano 11 dipendenti dell'albergo e 24 ospiti. «Tutto lo staff era radunato al bar, mentre gli ospiti si trovavano nella hall perché stavano per andare via», ha detto il direttore dell'albergo. 

Sms titolare, clienti spaventati dal sisma  - «I clienti e le persone presenti all'interno dell'albergo erano spaventate per le forti scosse di terremoto e non tanto per il maltempo e per la neve abbondante. Ovviamente una slavina era inimmaginabile». Lo dice un amico di Roberto Del Rosso, titolare dell'hotel Rigopiano, con cui ieri pomeriggio, verso le 15, si è scambiato dei messaggi. Il proprietario ha riferito al conoscente dei timori degli utenti per le forti scosse e del fatto che tutti erano pronti a partire, si attendeva solo la turbina. Anche Del Rosso è tra i dispersi.


 

 

È di quattro morti e 25 dispersi il bilancio (provvisorio) del dramma del dell’Hotel Rigopiano di Frindola (Pescara), travolto da una valanga nel pomeriggio di ieri. C'è anche un famiglia di tre persone di Osimo tra i dispersi dell'albergo: non si hanno notizie di Domenico Di Michelangelo, 41 anni, di Chieti, poliziotto in servizio a Osimo, della moglie Marina Serraiocco, 37, di Popoli, e del loro bambino di 7anni. E la moglie e i due bambini di Giampiero Parente, superstite della tragedia. Sulla sua pagina facebook ha postato solo foto di tutta la famiglia insieme, sempre lui con la moglie e i due bambini. E le ultime immagini sono proprio della festa di compleanno di Ludovica, la bimba ha appena compiuto 6 anni.

AGGIORNAMENTO

«Le speranze di trovare persone in vita si riducono di ora in ora. In questo momento mi sento solo di abbracciare i familiari dei dispersi.

Così il sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta, dopo essere stato per diverse ore nella zona dell’albergo. «È uno scenario tragico, c’è una grandissima frana che si è staccata dai 2.400 metri del monte Siella».


 

IL PUNTO ALLE ORE 16.50

Da stamattina sono stati estratti tre corpi dalle macerie. Secondo fonti dei Carabinieri un'altra persona sarebbe stata individuata ma non ancora recuperata.

Sarebbero 35 le persone presenti all’interno dell’Hotel Rigopiano di Frindola (Pescara), travolto da una slavina nel pomeriggio di ieri. «Le persone registrate in Questura ufficialmente sono di meno, ovvero 22 ospiti e sette dipendenti - spiega il sottosegretario regionale, con delega alla Protezione civile, Mario Mazzocca, dal Centro di raccolta allestito nel palazzetto dello sport di Penne -. Però è verosimile che ci fossero degli ospiti e dunque il numero dovrebbe essere questo».

«Siamo qui da questa notte. Il lavoro continua in maniera molto importante. Abbiamo 30 dei nostri tecnici che stanno operando sulla valanga. Abbiamo un’unità cinofila e però, sapete, il lavoro è molto, molto complesso.

Questa valanga è lunga più di 300 metri di fronte e ha investito gran parte della struttura, per cui il lavoro è molto delicato. Ci sono accumuli che arrivano a cinque metri di altezza, quindi una quantità di neve veramente notevole».

Lo ha detto a Radio 24 Walter Milan, referente ufficio stampa soccorso alpino e speleologico, dal luogo della tragedia. «Gran parte della struttura è completamente trasfigurata. È stata spostata di diversi metri proprio dalla forza d’urto della valanga. La stessa valanga prima di impattare contro l’albergo ha raso al suolo anche un bosco nei pendii superiori, quindi si può immaginare la forza della valanga».


 

AGGIORNAMENTO

È stato allestito presso il palazzetto dello sport di Penne, un Centro di raccolta dove stazionano il personale della Protezione civile e gli uomini del Soccorso alpino, questi ultimi, circa 70, di cui molti provenienti dalla Val Dossola. Una squadra è appena partita per dare il cambio a quella operativa ieri notte nei pressi
dell'Hotel Rigopiano.

Il centro di raccolta servirà anche come punto di riferimento per i familiari delle eventuali vittime. I parenti delle persone presenti nell'hotel, in questo momento si trovano però nell'ospedale di Penne.


 

IL PUNTO ALLE ORE 13

Tragedia all'hotel Rigopiano a Farindola, sul Gran Sasso, travolto ieri da una immensa slavina. Trenta persone, il personale dell'albergo e i clienti, sono da quasi 24 ore sotto la neve e le macerie. Ci sono anche dei bambini coinvolti. La prima vittima è stata estratta ma i soccorritori lavorano in condizioni difficilissime. "Ci sono tanti morti", secondo quanto ha riferito all'ANSA il capo del Soccorso alpino abruzzese Antonio Crocetta, che da ieri sera si è messo in marcia insieme agli altri soccorritori sugli sci in quanto le strade di accesso all'albergo erano bloccate da due metri di neve, caduta negli ultimi giorni. Tra i dispersi c'è anche un ternano di 33 anni, dipendente della struttura alberghiera. L'uomo ha avuto l'ultimo contatto telefonico ieri con la madre. La slavina si è staccata molto probabilmente a causa delle scosse di terremoto di ieri mattina.

"La valanga è immensa", confermano i soccorritori.  Le prime immagini dell'interno dell'hotel trasmesse da Skytg24 mostrano gli spazi comuni distrutti e coperti da cumoli di neve, rami di alberi e macerie.

E' choccante il racconto di un superstite: "Sono salvo perché ero andato a prendere una cosa in automobile", ha riferito ai medici Giampiero Parete, 38 anni. La moglie e i due figli di Parete sono sotto le macerie. "E' arrivata la valanga - ha detto ancora l'uomo - sono stato sommerso dalla neve, ma sono riuscito a uscire e ho atteso in auto l'arrivo dei soccorsi". L'uomo, residente a Montesilvano (Pescara), è arrivato in stato di ipotermia, ma il quadro clinico non è preoccupante. E' stato lui ieri a lanciare l'allarme al suo datore di lavoro. Poi la lunga attesa dell'arrivo dei soccorsi, insieme all'altro superstite.

"Giampiero e tutti gli altri ospiti dell'albergo avevano pagato ed avevano raggiunto la hall, pronti per ripartire non appena sarebbe arrivato lo spazzaneve. Gli avevano detto che sarebbe arrivato alle 15, ma l'arrivo è stato posticipato alle 19. Avevano preparato già le valigie, tutti i clienti volevano andare via", ha raccontato Quintino Marcella, ristoratore e datore di lavoro di Giampiero Parete.



AGGIORNAMENTO

L’Hotel Rigopiano è completamente sommerso dalla neve e dagli alberi trascinati dalla valanga. È quanto si vede dalle immagini riprese dall’elicottero della Polizia che ha sorvolato il fronte della slavina, ampio decine di metri. La massa di neve e detriti ha investito in pieno la struttura da monte, lasciando scoperta soltanto una piccola parte verso valle, da dove sono entrati i soccorritori.

Le riprese fanno vedere distintamente il locale della piscina coperta dell’hotel Rigopiano, che si trovava davanti alla struttura, ad un piano sotto il livello dell’ingresso dell’albergo. La piscina è completamente ghiacciata a quasi integra ma alla sue spalle, da dove arrivavano i clienti c’è un’unica massa di neve, macerie e detriti di alberi. La slavina ha infatti distrutto la cupola di vetro che copriva la struttura sotterranea penetrando nell’ampia zona della Spa.

AGGIORNAMENTO

Dall’hotel è stata estratta la prima vittima. Si tratta di un uomo estratto dalle macerie e dalla neve poco fa. I soccorritori proseguono a scavare «ma - raccontano - è difficilissimo».

«Sono salvo perché ero andato a prendere una cosa in automobile». È quanto ha riferito ai medici Giampiero Parete, 38 anni, che ieri ha lanciato l’allarme per la valanga che ha travolto l’hotel Rigopiano. La moglie e i due figli di Parete sono sotto le macerie dell’albergo.

«È arrivata la valanga - ha detto ancora ai sanitari il 38enne, ricoverato in Rinimazione - sono stato sommerso dalla neve, ma sono riuscito a uscire. L’auto non è stata sepolta e quindi ho atteso lì l’arrivo dei soccorsi».

L’uomo, residente a Montesilvano (Pescara), è cosciente ed è assistito dal personale della Rianimazione dell’ospedale di Pescara e dagli psicologi della Asl. È arrivato in stato di ipotermia, ma il quadro clinico non è preoccupante.  dell’arrivo dei soccorsi, insieme all’altro superstite.

AGGIORNAMENTO

I mezzi di soccorso, comprese le ambulanze, diretti all’hotel Rigopiano sono bloccati a circa 9 chilometri dall’albergo. La neve caduta, almeno due metri, impedisce di proseguire. Al momento stanno raggiungendo l’hotel i soccorritori del vigili del fuoco portati con l’elicottero e un mezzo cingolato dei vigili che può caricare fino a 8 persone.
I primi ad arrivare nella notte sono stati gli uomini del soccorso alpino della guardia di Finanza che hanno raggiunto l’albergo con gli sci e le pelli di foca.

A Farindola, in provincia di Pescara, nell'hotel 'Rigopiano' sul Gran Sasso travolto ieri da una valanga mentre ospitava almeno 22 persone, "ci sono tanti morti". Lo ha detto all'ANSA Antonio Crocetta, uno dei capi del Soccorso alpino abruzzese che da ieri sera si è messo in marcia con gli sci insieme agli altri per raggiungere l'albergo. I soccorritori riferiscono che la slavina si è staccata dalla montagna molto probabilmente a causa delle scosse di terremoto di ieri mattina. Il personale dell'albergo e i clienti sarebbero dunque da quasi 24 ore sotto la neve e le macerie. "La valanga è immensa", confermano i soccorritori. Dentro l'albergo risultano 30 dispersi.

L'hotel sarebbe in parte crollato e in parte sommerso dalla neve. Due persone che si trovavano all'esterno sono state messe in salvo: uno è in stato di ipotermia ed è stato trasferito in ospedale con un elicottero. Le sue condizioni sono definite serie, ma non sarebbe comunque in pericolo di vita. 

La valanga sarebbe venuta giù in un tratto boschivo e avrebbe investito auto, bestiame e parte dell'albergo. Alcune persone presenti nell'hotel sarebbero scese a valle per dare l'allarme, parlando dei dispersi. I testimoni hanno riferito di una valanga di inaudita forza per la zona. I soccorsi stessi sono stati rallentati da una bufera di neve. I soccorritori sono potuti arrivare grazie alle turbine dei pompieri.

Terremoto e neve in centro Italia

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