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Morto il comandate Bianchi: affondò

la corazzata inglese Valiant

Medaglia d'oro al valor militare aveva 103 anni ed era l'ultimo superstite della missione

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Cordoglio del ministro della Difesa, Roberta Pinotti per la morte del Capitano di Fregata Emilio Bianchi, scomparso ieri a Torre del Lago (Lucca) dove viveva, all’età di 103 anni. Medaglia d’oro al valor militare, era l’ ultimo superstite della storica impresa d’Alessandria dell’allora Regia marina italiana: era tra i sei marinai del sommergibile «Scirè» che 74 anni fa, nella notte tra il 18 e il 19 dicembre 1941, a cavalcioni di tre «maiali» (scafi subacquei con testata esplosiva) provocarono l’affondamento delle corazzate inglesi Valiant e Queen Elizabeth e danneggiarono una petroliera.

Bianchi - insieme al tenente di vascello Durand De La Penne - aveva come bersaglio proprio la «Valiant». Con il suo comandante venne colpito da intossicazione da ossigeno durante le cinque ore di immersione della missione. Costretto a risalire a galla, fu scoperto e arrestato dalle sentinelle di bordo insieme a De La Penne. Gli inglesi lo rinchiusero in un locale della nave. In seguito allo scoppio della carica, da lui stesso posizionata, che provocò l’affondamento della nave, riuscì a mettersi in salvo, ma venne comunque fatto prigioniero e messo poi in un campo di concentramento.

Bianchi 11 anni fa, a 92 anni, aveva anche partecipato al varo, a La Spezia, del nuovo sommergibile Scirè della Marina militare: madrina era stata la figlia Elisabetta.

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