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Rom e sinti in corteo:

«Non siamo ladri»

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Hanno marciato, con chitarre e violini, cantando l'inno di Mameli, per le vie di Bologna, per dire no alla discriminazione e per chiedere di smontare i pregiudizi nei loro confronti. Sono i rom e i sinti italiani che hanno organizzato una manifestazione a Bologna, nel giorno dell'anniversario della rivolta al campo di Birkenau. Una manifestazione che, nei giorni scorsi, era stata accolta dalle polemiche ed è stata accompagnata da iniziative di protesta organizzate da Fratelli d'Italia, Forza Nuova e Lega Nord. Forza Italia, invece, ha organizzato un'iniziativa nel pomeriggio.
Il corteo, che ha sfilato nella mattinata fuori dalle mura del centro cittadino, è stato organizzato in difesa delle minoranze, per i loro diritti e contro la xenofobia. Presenti in corteo anche alcuni politici, come il senatore Sergio Lo Giudice, la vicepresidente del Pd Sandra Zampa e Luigi Manconi, presidente della commissione bicamerale dei diritti umani, ma anche esponenti di Pd e Sel bolognese, l'artista Alessandro Bergonzoni, l'attore Ivano Marescotti e alcuni attivisti dei centri sociali.
Lontani dal corteo (notevole lo schieramento di forze di polizia per una giornata che però si è rivelata tranquillissima) Forza Nuova che ha fatto un presidio in via Marconi, la Lega Nord e Fratelli d'Italia, che ha tenuto un'iniziativa nella propria sede con Giorgia Meloni. «Se i rom, per come sono trattati dalle nostre istituzioni, manifestano, cosa dovrebbero fare i cittadini italiani di cui nessuno si occupa?», ha chiesto polemicamente la leader di Fdi.
«Le contro manifestazioni di oggi - ha ribattuto Davide Casadio, presidente dell'Associazione Sinti italiani - sono la dimostrazione di politiche razziste. Devono capire che possono venire a dialogare con noi. Siamo stanchi di essere oggetto delle campagne elettorali di Salvini e altri. Stanchi di essere considerati dei ladri e delinquenti: Hitler faceva queste politiche».

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