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Siamo invasi dalla plastica:

tuteliamo l’ambiente

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Siamo invasi dalla plastica: tuteliamo l’ambiente

Gentile direttore,
credo che sia di fondamentale importanza tornare sul tema della tutela ambientale, oggi più di ieri. Basti pensare all’emergenza conseguente alla diffusione del coronavirus: in strada, nelle piazze, dappertutto, possiamo osservare quante mascherine sanitarie vengano abbandonate all’incuria. Tali mascherine, più che giustificabili in considerazione dell’emergenza che stiamo vivendo, sonopresenti pure lungo i bordi delle nostre ciclabili. Possiamo notare un’infinità di guanti di plastica gettati ovunque. Un vero spreco che denota scarso senso civico e un’inopportuna mancanza di sensibilità nei confronti dell’ambiente. Un’altra preoccupazione riguarda il plexiglas, introdotto come misura (anti-Coronavirus) di distanziamento fisico negli uffici pubblici, nelle imprese private, negli esercizi commerciali (bar, ristoranti, pizzerie, tabaccai eccetera). A peggiorare la situazione c’è il consumo di aperitivi e di bibite varie: dalla birra all’aranciata, dal prosecco al vino pregiato, qualsiasi bevanda viene servita sempre più spesso in bicchieri di plastica. Siamo sommersi damateriale plastico monouso e da imballaggi.
È nel nome della tutela ambientale che, a Rovereto, la prossima Amministrazione comunale dovrà farsi carico di ridurre (e addirittura eliminare con il tempo) - attraverso necessari provvedimenti - le molteplici tipologie di plastica ancora in uso. L’Amministrazione, secondo me, avrà un altro compito altrettanto importante, cioè quello di impegnarsi a responsabilizzare produttori e distributori di tetrapak, poliaccoppiati, polistirolo, cellofan e altro ancora. È di dominio pubblico che le plastiche monouso ed i piccoli imballaggi rappresentano la maggior parte dei rifiuti particolarmente inquinanti, sia in mare che nei terreni.
Sono di drammatica eloquenza le immagini dei disastri che le nano particelle plastiche hanno già causato al nostro delicato sistema naturale. Il ministro Sergio Costa, nel 2018, ha lanciato una straordinaria campagna di sensibilizzazione denominata “Plastic Free Challenge”, una grande sfida avente come obiettivo quello di liberare l’ambiente dal consumo spropositato ed irresponsabile di plastiche monouso. Diversi comuni, aziende e istituzioni pubbliche hanno aderito convintamente a questa campagna.
A Rovereto - dove risiedo e lavoro - l’Itt “Marconi”, in collaborazione con la Comunità della Vallagarina, unitamente ad alcune aziende presenti sul territorio, ha realizzato il progetto “Plastic Free Challenge”, ottenendo una riduzione di 527 chili di plastica ogni anno. Un soddisfacente risultato. Alla prossima Amministrazione comunale della città della Quercia spetta l’onere, direi l’onore, di fare la propria parte, anche attraverso validi progetti educativo-formativi da proporre agli istituti di ogni ordine e grado.

Catello Muollo - Rovereto


 

Va cambiata la mentalità dell'uso e getta

Conosco - e mi piace - il bel progetto di cui scrive, un progetto che dovrebbe essere un punto di partenza, qualcosa di contagioso. La prossima amministrazione, a prescindere dai colori che la caratterizzeranno (ammesso che i colori vadano di moda, nell’epoca delle sfumature e dei distinguo), avrà certamente il compito di riscoprire o rafforzare una determinata sensibilità. Ultimamente si tende a dire che ormai tutti i partiti hanno una ventura ambientalista, ma con questa scusa certi temi finiscono in un grande calderone, in programmi che in pochi leggono. Serve invece un preciso impegno. A ricordarcelo è stata prima di tutto proprio una studentessa. E i sogni, persino le ingenue utopie di Greta non si possono lasciar cadere: devono diventare patrimonio di tutti. Anch’io, come lei, vedo ovunque mascherine (e qualche guanto) e, oltre a farmi qualche domanda su dove sia finita l’educazione - consideri che ne ho viste sui sentieri di montagna e in posti impensabili - mi chiedo come si possa cambiare quella che chiamerei la mentalità dell’usa e getta, mentalità che ormai viene applicata alle cose più impensabili: grandi elettrodomestici, mobili, telefoni, computer...

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