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Alex Zanardi,
un uomo speciale

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Alex Zanardi, un uomo speciale

Caro Alberto,
questa è una lettera che avrei volentieri evitato di scrivere, per la profonda tristezza che provo. Tutti noi speriamo che Alex Zanardi superi l’ennesima tragedia, perché di tragedie legate alla strada e all’asfalto ne ha avute veramente troppe. La sorella morta in un incidente stradale, lui in una corsa, in un solo istante, ha perso “metà” del suo corpo, sette infarti ed ora il drammatico incidente con la sua mitica handbike, con la quale ha raccolto allori mondiali ed olimpici. Ma non è certo dei suoi successi sportivi che voglio scrivere, ma dell’uomo Alex Zanardi. Un uomo che io avrei voluto come Presidente della Repubblica, Presidente del Consiglio, Presidente della Commissione e del Parlamento europeo a Bruxelles, Presidente degli Stati Uniti, della Cina e della Russia, mi spingo oltre, anche come papa laico (Alex I), e avremmo avuto un mondo migliore, pacifico, uguaglianza, solidarietà, rispetto degli altri e la fine di odio, scontri umani ed ideologici nel mondo. Ma molto più semplicemente io lo avrei voluto come amico, al quale avrei confessato, senza conoscerlo, in totale fiducia, ogni mio segreto e intimità, avendone in cambio esempi, parole, umanità, comprensione e solidarietà.
Roberto Vecchioni ha scritto che avrebbe portato Alex su Marte per far vedere agli alieni cos’è veramente un uomo. Un uomo che ha trasformato la disgrazia della perdita di entrambe le gambe in una nuova vita, in una nuova sfida colma di successi sportivi ma soprattutto umani, in una nuova e autentica felicità come ha sempre detto lui, mettendo anche in dubbio se avrebbe rivoluto indietro le gambe. Sentimenti, per noi “poveri” umani, incomprensibili e per molti inaccettabili. Alex Zanardi ci ha insegnato con tutta la sua vita, l’umiltà e con gli esempi come deve vivere, con il cuore e la mente, ragionare e comportarsi un uomo che si definisca tale, mettendo in disparte ed anzi avvalendosi delle disgrazie e difficoltà che il conto della vita gli ha purtroppo presentato. Raramente la sorte e la lotta tra la vita e la morte di un personaggio famoso mi ha coinvolto così molto, e spero che anche questa volta Alex sia più forte del fato che l’ha troppe volte accompagnato.

Alberto Penazzi


 

Non stupisce questa emozione collettiva

Mentre ti rispondo, Alex - perché ormai tutti lo chiamiamo così, come se fosse un nostro fratello, un nostro parente, persino l’amico del cuore - sta di nuovo lottando dopo aver subito l’ennesimo, delicato intervento chirurgico. Ma al di là della sua lotta - che tiene tutti di nuovo col fiato sospeso - non stupisce quest’emozione collettiva: sì, non sorprende, perché era davvero diventato un amico speciale per ognuno di noi. Io stesso, quando l’ho visto la prima volta alla Maratona delle Dolomiti (e ringrazio Michil Costa per avermelo fatto conoscere), mi sono ritrovato di fronte a una persona che mi pareva di conoscere da sempre. E lui, avendo un sorriso e una parola per tutti, rafforzava questa convinzione, entrandoti nell’anima con due sguardi e un sorriso. Ho letto tante cose in questi giorni, ma una mi ha colpito più di ogni altra. La frase detta dal medico che l’ha seguito dopo il terribile incidente automobilistico: «Alex Zanardi è speciale perché ha il paradiso dentro». Il suo stare fra la vita e la morte in più di un’occasione, gli ha davvero permesso di strappare un frammento di paradiso: portandoselo dentro, ma condividendolo ogni giorno col mondo. Speriamo davvero che vinca anche questa sua lotta e che possa tornare l’eterno ragazzo sorridente di sempre.

lettere@ladige.it

 

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