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Sugli accordi economici

ha ragione Kaswalder

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Walter Kaswalder (Patt) legge l'Adige

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Sugli accordi economici ha ragione Kaswalder

Domenica scorsa il Presidente del Consiglio provinciale Walter Kaswalder ha introdotto nel dibattito politico trentino un significativo argomento di discussione riferito al ruolo del Consiglio nella programmazione politico-economica dell’Autonomia trentina ed un elemento di preoccupazione sui conti della Provincia in ordine agli accordi economici tra la Provincia autonoma di Trento e lo Stato italiano.

Dal giorno successivo è partito un fuoco di fila nei suoi confronti, attentamente organizzato, che non finirà di sicuro con il contributo odierno del consigliere Tonini. I capigruppo di maggioranza intendono ribadire il pieno sostegno al Presidente Walter Kaswalder. Non si capiscono, infatti, le considerazioni di chi ha obiettato senza minimamente entrare nel merito: nessuno infatti ha dato alcuna risposta alle due domande del Presidente.

In verità qualcuno ha suggerito di sedersi col governo nazionale ed intavolare una trattativa per ridiscutere straordinariamente la situazione economica legata al Covid-19, in tal modo certificando plasticamente la fondatezza delle osservazioni proposte dal Presidente Kaswalder.

Non intendiamo in questa sede commentare le offensive affermazioni di qualcuno che sono andate in alcuni casi oltre il tollerabile. A tutti rivolgiamo però l’invito di essere conseguenti nei loro atti futuri. E, soprattutto, di rispondere alle due domande che anche qui poniamo. Con la sottoscrizione del Patto di Garanzia del 15 ottobre 2014 lo Stato si è assicurato una clausola di salvaguardia di 180 milioni all’anno di cui quasi metà a carico della provincia di Trento.

Per il Trentino nessuna clausola di salvaguardia; anzi, all’articolo15 l’impegno a ritirare entro venti giorni tutti i ricorsi pendenti presso la Corte Costituzionale che valevano circa 3 miliardi di euro ed erano una fortissima moneta di scambio per quella trattativa. Perché negli accordi tra il Trentino e lo Stato sono state introdotte clausole di salvaguardia solo per lo Stato e non per l’Autonomia trentina?

Perché nel corso degli anni ogni decisione importante per la nostra autonomia, a partire dall’Accordo di Milano per arrivare al Patto di Garanzia non è stata precedentemente discussa in Consiglio provinciale? Queste considerazioni certamente faranno capire a chi legge che il Presidente ha posto una questione fondamentale per il futuro della nostra autonomia e quindi lo ringraziamo e gli rinnoviamo la nostra stima.


Luca Guglielmi
Capogruppo Associazione Fassa
Mara Dalzocchio
Capogruppo Lega Salvini Trentino
Vanessa Masè
Capogruppo La Civica
Giorgio Leonardi
Capogruppo Forza Italia

 


 

Un tema di cui dobbiamo discutere

Sono felice di ospitare su queste pagine un dibattito che purtroppo, su questi temi, non è effettivamente mai passato dal consiglio provinciale. Va anche detto che di solito gli esecutivi si confrontano spesso fra loro (governo centrale e giunta provinciale, nello specifico) senza passare dal Parlamento o dal consiglio provinciale. Ma un giornale serve anche a questo: ad aprire quel dibattito: in modo trasparente, coinvolgendo almeno sul piano ideale anche i lettori/elettori.

Mi permetto però di dire che non c’è mai niente di “pianificato”, in un confronto come questo: trovo viceversa positivo che il commento di Kaswalder abbia acceso un fuoco che evidentemente da tempo era sotto la cenere della politica. Considero dunque davvero riduttivo che riteniate gli interventi che sto ricevendo e pubblicando - molto diversi fra loro, per merito, provenienza e contenuto - un fuoco di fila attentamente organizzato: sono intervenuti due ex presidenti della Provincia, l’attuale presidente della Provincia di Bolzano, due consiglieri provinciali di partiti diversi e un docente universitario. Il confronto ha bisogno di dialogo e certo anche di contenuti specifici, non di ipotetici fantasmi da scovare fra le righe.

Fra l’altro, il ruolo del presidente Kaswalder deve (dovrebbe?) essere necessariamente istituzionale e non politico e sarebbe sbagliato, prima di tutto per lui, portare sul tavolo dei partiti un confronto che deve volare a ben altre altezze.

lettere@ladige.it

 

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