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Troviamo una soluzione
per i bambini nei parchi

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Troviamo una soluzione per i bambini nei parchi

Caro dottor Faustini, abito in centro storico a Trento, dove ho anche uno studio e sono molto fortunata perché le mie finestre affacciano tutte sul bellissimo parco San Marco che tra le sue caratteristiche ha anche quello di avere in entrata e in uscita due cancelli e disseminate all'interno parecchie telecamere. Possiede anche un parco giochi attrezzato, un labirinto, una piccola fontana. Ora i cancelli sono chiusi, le telecamere, penso, inattive. Il Comune negli scorsi giorni ha provveduto a sistemare molte aiole e a piantare viole - lo ringrazio - io sono tra i pochi a gustarne la vista e ogni giorno me ne dispiaccio molto.

Ma vengo al sodo. Perché non pensare di aprire questo splendido spazio verde, polmone sano, ad area giochi in cui i bambini, genitori e nonni rigidamente sorvegliati e a tempo possano usufruirne? Non sarebbe difficile. Basterebbero due giovani delle forze armate ai due cancelli (4 in tutto) o volontari di qualche associazione che lasciano entrare a piccolissimi scaglioni, un bimbo e un adulto, per un tempo predefinito, in osservanza alle regole, tra l'altro sono davvero pochi gli edifici abitati che affacciano sul parco e pochi gli abitanti degli stessi edifici. Insomma una risorsa in più per i cittadini piccoli e grandi in questi duri momenti.

Molte sono le richieste ai comuni (Milano, ad esempio) in questo senso e gli esperti, tra cui mi colloco, che sottolineano la necessità per i bambini di un tempo giornaliero all'aperto. Perché non attivare anche qui a Trento questo progetto?

Simona Taccani


 

Un po'di svago con più controlli

L'idea mi piace molto. Funziona, certo, solo se ci sono un sorveglianza ferrea e una gestione altrettanto ferrea dei turni. Condivido quanto ha scritto la professoressa Saraceno domenica su Repubblica, pensando non solo ai bambini e ai ragazzi più vulnerabili: «La sensazione che i bambini siano dimenticati dai diversi decreti che si susseguono è abbastanza diffusa. Ci sono genitori che chiedono che anche i bambini abbiano almeno lo stesso diritto di uscire dei cani, rispettando rigorosamente le norme di distanziamento sociale».

Immaginare una via trentina, una soluzione comunque rispettosa delle regole, è davvero auspicabile. Però, appunto, la cosa ha senso solo se si rispettano rigorosamente le regole. Se si inizia con le deroghe, come ho scritto anche ieri, non si finisce più. Le dico solo che ieri ho già visto più movimento, più persone in giro. E la cosa mi ha molto preoccupato. Per questo l'unica soluzione possibile è quella che prospetta lei: forze armate, controlli precisi, orari definiti e, solo a quel punto, un po' di gioco e di svago.

lettere@ladige.it

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