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Se l’estero ci blocca
facciamo vacanze in Italia

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Se l’estero ci blocca facciamo vacanze in Italia

Caro direttore,

ho visto le vicende degli studenti fermati in Polonia. Del resto è ciò che noi abbiamo fatto con i cinesi a Sardagna e alle Viote. Sospettati perché venivano dalla Cina ma per nulla ammalati! Certo che rapportato a noi italiani ora mi sembra quasi di arrivare al sequestro di persona: chi si fida a varcare i confini dell’Italia anche solo per andare a vedere una partita di calcio della squadra del cuore, oppure a salire su una nave per una crociera, e ancora andare all’estero per lavoro? Magari parti da Trento convinto di arrivare a Londra per un corso di aggiornamento professionale di due giorni e invece ti trovi a Oxford in un ameno residence per studenti, abbandonato da qualche mese, per due settimane in solitaria davanti alla tv cercando almeno di aggiornare il tuo inglese. Poi... grazie di tutto, quarantena finita e addio corso a Londra, già pagato e mai rimborsato. Aereo saltato e mai rimpiazzato. Quindi ritorno a casa a Trento, e se sei proprio sfortunato, multa in via Milano per rimozione auto, perché hanno lavato le strade e i cartelli li hanno messi fuori dopo che tu eri partito, solo per un week-end. Ti siedi finalmente sul tuo amato divano e oltremodo alterato tiri due parolacce in inglese, perché si sa, le brutte parole non hanno confini di lingua e si recepiscono nel mondo più velocemente del virus, e non temono la mascherina! Conclusioni: ci stiamo preoccupando del minor numero di turisti stranieri che avremo quest’anno in Italia, ma forse è meglio sovvenzionare e incentivare gli italiani a farsi le vacanze per una volta solo in Italia riempiendo hotel, villaggi, navi per crociere italiane. Mi immagino 500 euro per famiglia per una settimana, sovvenzione agli alberghi per ridurre del 30 per cento le tariffe agli italiani, stessi sconti per i parchi giochi a tema eccetera. Sai che giro di soldi.

Alessandro Cagol


 

Un modo intelligente per dare fiato al turismo

Da una parte ti ringrazio, caro Alessandro, per aver introdotto un po’ di sana ironia in giornate per tutti noi francamente pesanti. Dall’altra trovo a dir poco interessante la tua idea. Un contributo speciale, magari anche di un valore diverso, con obbligo di soggiorno in Italia. Sarebbe non solo un modo intelligente per dare fiato a un’economia turistica e culturale che sta già pagando un prezzo altissimo all’emergenza coronavirus, ma anche un modo per far riscoprire a molti italiani la bellezza di un Paese che non ha eguali. In fondo, se c’è una cosa sulla quale possiamo essere autosufficienti, quella cosa è il turismo. Abbiamo tutto, in quello che è davvero il Paese più bello del mondo. Giro idealmente l’idea a chi ci governa.

a.faustini@ladige.it

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