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Da Roncafort alla città 
più corse al mattino

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Da Roncafort alla città più corse al mattino

In un periodo come questo in cui si parla tanto di mobilità sostenibile e di migliorare l’offerta del pubblico trasporto contro quello privato per contrastare il riscaldamento globale, nella nostra piccola Trento assistiamo in tal senso ad una gestione poco razionale: parlo della mia esperienza personale, che immagino sia comune a quella di altri cittadini costretti ad usare il mezzo privato per fare fronte alla carenza di mezzi pubblici nei sobborghi della nostra città.
Vivo a Roncafort, soli 2,5-3 km dal centro a cui il quartiere è collegato dall’autobus numero 4; Roncafort è un sobborgo ormai densamente abitato, anche da tante famiglie con figli che frequentano le scuole, tutti gravitanti sul centro. Abitare fuori dal centro per una famiglia con figli studenti comporta indubbiamente alcuni vantaggi, ma in una città come la nostra, i cui i quartieri periferici sono poco collegati con il centro e fra di loro, purtroppo rimane una grossa criticità, quella dei trasporti pubblici.
Al mattino, per essere a scuola alle 7.50, orario in cui ormai sia le medie che le superiori iniziano, ci sono solo due corse utili, una con un autobus doppio che parte alle 7.09 dal capolinea di Roncafort nord e una che parte “ben due minuti” dopo, alle 7.11. Va da sé che chi perde il primo autobus, spesso perde anche il secondo, data la vicinanza delle due partenze. La corsa successiva è alle 7.28, inutilizzabile da chi vuole entrare in orario a scuola alle 7.50.
La conseguenza ovvia di questa organizzazione degli orari (e della lentezza dei figli) è uno stuolo di auto di mamme e papà che partono a ruota in direzione di Cristo Re o del centro (con una particolare sofferenza su Port’Aquila) . Non tutti possono servirsi della bicicletta, d’altronde è anche pericoloso in assenza di una pista ciclabile (che finalmente ha visto da poco l’avvio dei lavori). Immaginate che tasso di intasamento inutile di auto sulle strade e che effetti sullo smog.
Tutto risolvibile, certo, se i figli si alzassero prima ma chi non è stato adolescente e non ha perso l’autobus qualche volta? Sarebbe un aiuto per famiglie e studenti aggiungere una nuova corsa, magari con un disavanzo di 5-8 minuti rispetto alle prime due.
Faccio presente inoltre che due soli autobus che solcano via Maccani al mattino a quell’ora non bastano certo a trasportare l’ingente numero di scolari e di adulti che devono recarsi in città. Si tratta di pochissimi km che separano Roncafort dal centro ma a volte ci sentiamo tagliati fuori: risulta impossibile non usare l’automobile. Gentili dirigenti della Trentino Trasporti, ritengo vada ampliata la disponibilità di mezzi pubblici, soprattutto in quella fascia mattutina, se volete aiutare la nostra città e chi ci vive a stare meglio.

Sonia Stenico

 


Orari dei mezzi pubblici da aggiustare

In questo caso giro la sua lettera alla presidente di Trentino Trasporti, Monica Baggia. Il suo è un caso simile a quello che segnalano altri lettori, costretti a far uscire di casa i figli all’alba per arrivare a scuola puntuali (ma con un anticipo inutile). Peraltro potrei raccontarle anch’io delle nostre peripezie, ormai antiche, per portare in tempo le nostre figlie a scuola senza farle congelare alla fermata del bus o senza farle alzare in orari insensati. Confesso che non so se vi sia un tavolo di confronto permanente fra scuole e gestori del servizio, ma penso che con un leggero spostamento degli orari di apertura delle scuole (non di tutte, così si evita anche un po’ di traffico) e con qualche piccolo aggiustamento degli orari dei mezzi pubblici si possano fare miracoli. È evidente che qualcuno ci lavora da tempo, ma forse si può far di più, anche nell’interesse dell’ambiente, come lei giustamente sottolinea. Penso che anche la Provincia e il Comune potrebbero pensare ad un progetto su larga scala dedicato agli studenti, ai genitori e, di fatto, anche, se non soprattutto, all’ambiente.

a.faustini@ladige.it

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