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Allevamenti da incubo:

facciamoli chiudere

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Allevamenti da incubo: facciamoli chiudere. Buongiorno dottor Faustini, provo a chiederle se ha visto il servizio sul TG1 relativo all’azienda di Cremona e su come la stessa abbia trattato i suoi animali d’allevamento. I filmati mi hanno lasciato senza parole e addolorato profondamente. Come è possibile arrivare ad essere così inumani, così senz’anima e privi di cuore? Così spregevoli? Questi animali ci nutrono e hanno il diritto sacrosanto di venire rispettati e di vivere con spensieratezza la loro purtroppo breve vita. Ma l’uomo per il dio denaro perde ogni lume della ragione, ogni briciolo di dignità e usa la crudeltà come arma su questi poveri animali privati di tutto.

L’uomo non ha imparato nulla malgrado tutte le atrocità commesse e subite e sta scivolando inesorabilmente su una china dalla quale non potrà mai più risalire. Diventa sempre più spietato e privo di scrupoli. Mi auguro che aziende come quella di Cremona vengano chiuse come tutte quelle edificate sullo stesso stampo, infami e indegne come le persone che le gestiscono.

Bruno Svaldi

La differenza la facciamo noi consumatori

Ho visto il servizio. Non conosco ovviamente i retroscena, ma anche dalla lettura di alcuni libri - come quello di Giulia Innocenzi (Tritacarne) - mi sono fatto un’idea precisa di come alcune imprese - non tutte, perché anche in questo caso è molto sbagliato generalizzare - trattino gli animali. Con una violenza che è al di là della mia immaginazione. L’invito è a fare sempre grande attenzione rispetto a ciò che si consuma. Noi consumatori - facendo o non facendo certi acquisti - possiamo infatti modificarlo, il mercato, costringendo molte aziende a cambiare atteggiamento. In tal senso, sta per fortuna nascendo una nuova consapevolezza. E anche certi servizi, forse, un tempo non si sarebbero nemmeno visti nei principali telegiornali.

a.faustini@ladige.it

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