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Esami di riparazione
e tempi di apprendimento

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Esami di riparazione e tempi di apprendimento

Riguardo la questione “esami di settembre” ritengo che, qualsiasi modo si scelga (mantenere il modello attuale oppure adeguarsi al resto d’Italia) sia opportuno non dimenticare che ogni giovane, per vari motivi, ha “tempi” di apprendimento diversi e differenti realtà di crescita. Inoltre dobbiamo ragionare anche sul fatto che i nostri adolescenti sono quasi costretti, dalla cultura di oggi, ad avere successo non in una decina di “materie” all’anno ma in molte di più. Ed io, purtroppo per loro, sono un sostenitore della necessità di apprendere anche queste ulteriori “materie”. Ad esempio, i ragazzi devono praticare sport o avere un’altra passione formativa, mettere in pratica forme di aiuto per la società, e non sottovalutiamo che a quell’età devono imparare a gestire bene emozioni e sentimenti. In definitiva hanno bisogno non solo di acquisire conoscenze scolastiche ma devono anche avere il tempo per far maturare altre capacità ed altre intelligenze, non ultima quella emotiva. Uno studente è innanzitutto una persona che necessita di crescere in tutti i suoi aspetti. La scuola lo forma nei modi che conosciamo, ma la vita è complessa e le aule scolastiche non possono “coprire” tutto il vivente. Noi adulti siamo “bravi” perché abbiamo un lavoro, una famiglia, una passione sportiva o artistica... tutto qui, tre cose. Gli adolescenti, al contrario, affrontano tante “materie”. Cerchiamo quindi di pretendere da loro maggiori crescite ma se sbagliano in una o due discipline diamo ai ragazzi i “tempi” per, doverosamente, recuperarle sapendo però che hanno anche la responsabilità di acquisire, pure qui con successi e fallimenti, capacità atte a saper gestire pure il resto della loro vita (non dimentichiamo infine che i problemi globali richiedono che le prossime generazioni di adulti siano più responsabili e preparate delle precedenti).

Rolando Pizzini


 

Una scuola al passo con i tempi

Trovo questo dibattito utilissimo. Trovo anche necessario che l’assessore - che ha già espresso un’indicazione abbastanza precisa (anche se le indicazioni sono fin troppe, per quel che riguarda questa giunta, mentre mancano leggi o iniziative concrete) - faccia tesoro di ogni parola uscita sull’Adige per ragionare su una riforma capace di stare al passo con i tempi e con quanto risulterà più utile per gli studenti di quest’epoca. Non c’è cosa di più riformata della scuola, in Italia. Non c’è ministro, presidente o assessore che non voglia dire la sua e che non voglia lanciare qualcosa che solo all’apparenza è rivoluzionario. Alcune riforme, sinceramente, si potevano evitare. Ma ragionare sul ritorno degli esami a settembre - che nel resto dello Stivale continuano ad esserci - non è certo sbagliato. Lo dico proprio mettendomi dall’altra parte, cosa che peraltro cerco di fare ogni giorno, anche se la scuola - che è fatta di esseri umani, con pregi e difetti - non ha certo solo questo problema.

a.faustini@ladige.it

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