Fa troppo freddo in valle dei Mocheni Trasferite e smistate le capre di Agitu La tristezza di Beatrice: «Vi auguro il meglio»

Le caprette di Agitu Ideo Gudeta, l'imprenditrice agricola uccisa il 29 dicembre, non rimarranno in val dei Mocheni.

Ieri sono state smistate temporaneamente in alcune stalle: gli allevatori che si sono resi disponibili - in varie aree del territorio - avranno gli animali in affido per sei mesi. Troppo freddo lassù: serviva una soluzione urgente, si è trovata questa. E in valle ma non solo è grande la delusione dei tanti che avevano partecipato alla raccolta fondi allo scopo di dare un futuro all'allevamento "La capra felice".

Fin dal giorno in cui la donna è stata trovata senza vita - e il suo collaboratore Suleiman Adams arrestato con l'accusa di omicidio volontario - si è aperto il problema relativo al gregge di caprette. Ad occuparsi di loro, in questo periodo, la giovanissima Beatrice Zott, 19enne della valle dei Mocheni, per conto della Federazione allevatori. Ma due cose sono accadute nelle ultime ore: le temperature insolitamente rigide hanno consigliato di spostare le caprette immediatamente. E la Federazione allevatori non era in condizioni di prolungare il contratto a Beatrice Zott.

Da qui la decisione del tribunale, di trasferire gli animali. Beatrice Zott ha affidato la sua tristezza ai social.

«Le capre di Aghi - scrive in Fb - sono state portate via.
 
Numerosi allevatori hanno preso gli animali in affidamento... Ci si affeziona in così poco tempo...
 
È stato triste vederle su un camion e vederle separare...
Auguro agli animali il meglio, ai capretti la giusta e curata attenzione, auguro che trovino qualcuno che si affezioni che provi entusiasmo quando le vede con la pancia tonda, sazie!
 
Mi è stato chiesto di accudire gli animali fin quando non si sarebbe presa una decisione... Ed infine mi hanno chiesto di prenderle in affidamento, ma non posso permettermelo, a mie spese non avrei potuto....
 
Spero di rivederle sulle montagne e sui pascoli della valle dei Mocheni, dove sono nate, dove anche loro hanno oggi lasciato un pezzo di cuore».
 
Il trasferimento del gregge dalla stalla di maso Filzerhof, in val dei Mocheni, ad alcuni allevatori sparsi per la provincia e resisi disponibili ad accogliere temporaneamente gli animali, ha suscitato molte polemiche.
 
In molti si sono chiesti se questo implicherà la fine definitiva del progetto della pastora e imprenditrice etiope assassinata e cosa ne sarà degli oltre 100.000 euro raccolti tramite una campagna di crowdfunding ancora in corso.
 
Sorpresa anche l’associazione Amici dell’Etiopia, che si è occupata della raccolta fondi.
 
A chiarire come si è arrivati alla decisione e in che termini è stato poi il sindaco di Trento Franco Ianeselli.
Date le condizioni meteo e le temperature eccessivamente rigide che hanno causato problemi all’erogazione dell’acqua, oltre a spazi sempre più esigui in considerazione di una serie di parti previsti per le prossime settimane, non era infatti più possibile tenere lì il gregge e, con l’assenso della famiglia di Agitu, è stata trovata una soluzione di affido temporaneo, per sei mesi.
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