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Vaccini, verso quota un milione

Roma pensa a "patentino"

Mutazioni: algoritmo le prevede

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Una piattaforma informativa per agevolare la distribuzione del vaccino e per il relativo tracciamento, che supporterà le Regioni nelle operazioni di prenotazione e certificazione.

Dal decreto legge anti-Covid appena approvato dal Consiglio dei Ministri arriva un nuovo strumento che potrebbe ora spingere ad un’accelerazione verso il patentino vaccinale, invocato anche dalle Regioni.

Nel frattempo il Piano avanza e in alcuni territori, come Lazio e Val D’Aosta, sono cominciate le somministrazioni agli anziani over 80.

Sperano anche le prossime fasce di cittadini: con il possibile aumento di dosi a disposizione, in attesa che il vaccino Astrazeneca sia approvato dall’Ema a fine gennaio, sarà «possibile anticipare le somministrazioni anche ad altre categorie», spiega il Commissario per l’Emergenza, Domenico Arcuri, annunciando che «ora i criteri di distribuzione alle Regioni cambieranno» in base al target di popolazione da immunizzare e alla velocità di smaltimento delle fiale.
Con la prospettiva di una rapido aumento dei vaccinati in Italia - è già l’1,5% rispetto all’1% della Germania - cresce il fronte dei favorevoli al patentino vaccinale.

«Questa è una questione che a breve dovremo discutere a livello di Stato-Regioni insieme agli esperti», annuncia il governatore emiliano, Stefano Bonaccini, anche presidente della Conferenza delle Regioni. L’obiettivo è quello di «dare una mano a far ripartire attività che oggi sono chiuse, penso agli impianti sportivi, ma anche a cinema, teatri, musei e alla ristorazione».

La proposta è subito accolta dallo stesso Arcuri, forte della piattaforma informatica nazionale annunciata dal decreto, capace di «trasformare uno spettro di informazioni disponibili». Per il Commissario, quella di un patentino «non è una cattiva idea.

Aspetto - dice invitando implicitamente il Parlamento ad una riflessione - che ci sia una decisione definitiva su questo».

Ma servono nuove dosi e anche il traguardo di quasi un milione di vaccinati finora nel nostro Paese non basta. È necessario «innalzare l’ efficacia della campagna di vaccinazione», garantendo sempre la «massima somministrazione possibile delle dosi consegnate (il 70%)» e, allo stesso tempo, un «30%» di stock «per le dosi di richiamo», chiede Arcuri nell’incontro con le Regioni. Tutto resta condizionato all’arrivo delle dosi di Astrazeneca a fine gennaio. Con l’eventuale arrivo di quelle del colosso farmaceutico britannico, l’Italia avrebbe altre 40 milioni di dosi nel 2021, «per poter vaccinare in tutto fino a 50 milioni di italiani entro la fine dell’anno».

Dal 20 gennaio arriveranno 1.500 medici e infermieri, in supporto agli operatori già impegnati e, considerando che nelle fasi più intense della campagna il fabbisogno di personale per le somministrazioni toccherà le 17mila unità, arriveranno nei prossimi mesi complessivamente circa 15mila ‘inoculatorì.

Pronti ad entrare in campo ci sono anche medici di base e pediatri, per i quali saranno previsti contratti e conseguenti remunerazioni. Più in là, invece, saranno coinvolti i farmacisti. Resta sul tavolo la progressiva attivazione dei 1.500 centri vaccinali, per i quali si sta discutendo su come incrementarli e dove collocarli e se i territori saranno in condizione di far fiorire le ‘primulè (strutture per la somministrazione nelle piazze).
Buone notizie arrivano sul fronte della sperimentazione: il candidato vaccino sperimentale a dose singola sviluppato da Janssen - azienda del gruppo Johnson & Johnson - ha indotto una risposta immunitaria durata almeno fino a 71 giorni e risulta ben tollerato.

E prosegue la ricerca per bloccare eventuali varianti del Covid. Il gruppo del Massachusetts Institute of Technology (Mit) ha invece pubblicato su Science i risultati del proprio lavoro secondo cui un algoritmo ispirato al linguaggio umano prevede come i virus di influenza, Hiv e SarsCoV2 mutano per sfuggire a sistema immunitario e vaccini. Ciò significa poter precedere i virus, individuando precocemente i bersagli di farmaci e vaccini. Se gli scienziati accelerano restano però grossi gap da colmare. Per questo l’Oms ha lanciato un appello affinché l’Europa mostri più solidarietà sui vaccini, in un momento in cui il 95% delle dosi è stato utilizzato in soli 10 Paesi: tra questi ultimi, il sito Our World in Data, c’è anche al’Italia. A muoversi per le persone in difficoltà intanto è l’Elemosiniere del Papa, il cardinale Konrad Krajewski, ha specificato che i vaccini a disposizione del Vaticano saranno anche per i poveri.

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