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Covid, anche dopo il 7 ottobre

vietati balli, feste e assembramenti:

si va verso la proroga fino a febbraio

L'ordinanza in vigore scade mercoledì, ma i casi aumentano

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Mascherine, distanziamento, balli vietati e a tavola solo con familiari o persone che si frequentano abitualmente. Queste sono le regole fino al 7 ottobre .

La data è stata fissata dall'ultima ordinanza firmata dal governatore Maurizio Fugatti l'8 settembre scorso. E almeno fino a mercoledì prossimo, dunque, resteranno in vigore in Trentino tutte le misure anti-Covid previste, a cominciare dall'utilizzo della mascherina negli ambienti chiusi e, dalle 18 alle 6 del mattino, anche all'aperto negli spazi di pertinenza dei locali aperti al pubblico o comunque in strade, piazze e luoghi dove possono formarsi assembramenti.

Ma è ormai scontato che ci sarà una proroga delle prescrizioni in linea con le disposizioni nazionali (annunciato un prolungamento dello stato d'emergenza nazionale fino a fine gennaio), con un probabile inasprimento delle misure di prevenzione e quelle restrittive se i numeri di contagi continueranno a salire in Italia come nel resto del Paese (dove si parla di mini-lockdown).

Pranzi e feste, balli vietati. Già dal 18 agosto scorso, dopo il decreto nazionale emanato per fare fronte alle conseguenze sui contagi legate alle feste in discoteca e al calo di attenzione soprattutto tra i giovani a cavallo di Ferragosto, il governatore Fugatti dispose la sospensione dell'attività di ballo «nelle discoteche e nei luoghi assimilati», intendendo il divieto esteso anche nelle feste private. Questa misura, tuttora in vigore, si è così aggiunta a quella che prevede che si può andare a pranzo o a cena con altre persone e sedersi allo stesso tavolo solo se familiari o comunque conoscenti che si frequentano abitualmente. Prescrizione che si considera anche questa estensibile alle feste private.

È evidente che l'emergere di focolai di contagio ai matrimoni, nei ritrovi tra amici o nelle feste di laurea (gli ultimi casi in Trentino riguardano i 47 positivi dopo la festa di laurea in val di Cembra e ieri i componenti di un coro), dimostrano quanto i divieti - sui balli e i pranzi - e le precauzioni sul distanziamento e l'uso della mascherina, siano fondamentali per evitare i contagi, ma sono spesso anche ardui da rispettare se si decide di organizzare o partecipare a un evento conviviale con più persone. È evidente, infatti, che un matrimonio o una festa di laurea senza balli (è consentita solo la musica), baci o abbracci, sono difficili da immaginare e da vivere, soprattutto per i più giovani, perché rappresentano la negazione stessa della festa.

Il guaio è che se ai festeggiamenti partecipa anche il Coronavirus - seppur non invitato - le conseguenze le pagano tutti, soprattutto gli anziani e i più fragili. È una brutta situazione, ma è quanto si sta registrando in questi giorni.

Mascherine e distanziamento. L'ordinanza in vigore obbliga all'uso della mascherina «nei luoghi chiusi accessibili al pubblico e comunque in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro». C'è poi l'obbligo su tutto il territorio provinciale «nella fascia oraria dalle 18 alle 6» di utilizzare la mascherina «anche all'aperto negli spazi di pertinenza dei luoghi e locali aperti al pubblico nonché negli spazi pubblici ove per le caratteristiche fisiche del luogo sia più agevole il formarsi di assembramenti anche di natura spontanea/occasionale».

Cori e messe.

È dall'agosto scorso che il ministero dell'Interno, rispondendo alla Cei, ha consentito il ritorno della presenza dei cori in chiesa purché fosse mantenuta «una distanza interpersonale laterale di almeno 1 metro e almeno 2 metri tra le eventuali file del coro e dagli altri soggetti presenti». Poi è chiaro che se i coristi, che in chiesa rispettano il distanziamento, poi fuori si ritrovano a festeggiare senza precauzioni, corrono il rischio di contagiarsi come qualsiasi altro gruppo di persone che ha contatti stretti.

Nuova ordinanza necessaria. Visto che le misure relative all'uso della mascherina e sul divieto dei balli rientrano nell'ordinanza che scade il 7 ottobre è evidente che entro quella data il presidente Fugatti firmerà una nuova ordinanza e con l'arrivo dell'inverno si attendono misure ancora più restrittive.

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