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Campagna vaccinale al via

«altro che tutto pronto,

siamo in alto mare« dice la Cisl

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Altro che avvio rapido e senza intoppi: per i medici della Cisl, la campagna vaccinale 2020 è partita in ritardo. In difficoltà i pediatri che dovrebbero fare il vaccino ai bambini fra i 6 mesi e i 6 anni, ai quali l’Azienda Sanitaria ha inviato solo ieri la richiesta di aderire.

Non solo: «I medici di base che avevano scelto l’opzione affinché fosse la Protezione civile, come deciso in Provincia ed in Azienda, a consegnarci in studio le scorte vaccinali antinfluenzali necessarie per i nostri cittadini, si trovano ora nella scomoda posizione di quelli che non ricevono proprio nulla, compresi i cittadini che si rivolgono loro sempre più in affanno». Lo scrive in una nota Nicola Paoli, segretario della Cisl medici del Trentino.

«La Protezione civile, per il tramite dei propri funzionari, ci ha ora segnalato che i vaccini arrivati ieri 30 settembre presso il deposito di Lavis,cominceranno ad essere distribuiti (forse) da lunedì prossimo 5 ottobre ai medici di famiglia che ne hanno fatto richiesta. Ma abbiamo altresì scoperto che alcuni di questi medici non sono ricompresi nella lista che hanno in mano la Protezione e tanto meno Apss e neppure hanno i numeri di telefono per avvisare i medici della consegna o gli orari di consegna nei presidi, obbligando taluni medici, da oltre dieci giorni a tenere continuatamente aperte le porte degli ambulatori anche fuori orario», prosegue il sindacalista.

Secondo Paoli, «la distribuzione, pubblicizzata su tutti i giornali come già avvenuta, necessita al contrario che ogni medico, come ogni anno, vada a ritirare le scorte ai distretti lontani dai presidi territoriali, con ulteriori disservizi nel rintracciamento dei responsabili dell’igiene pubblica aziendale che non si trovano facilmente neppure al telefono. Per quei medici di base che hanno scelto la Protezione civile, va ancora peggio, perché, ora, dopo le notizie ricevute dei ritardi nell’assegnazione, viene negata qualsiasi scorta presso Azienda sanitaria trentina.Che non risponde fattivamente neppure alle chiamate di chi, medico o paziente, è in continua fibrillazione», aggiunge Paoli.

 

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