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Vaccino antinfluenzale: appello

delle farmacie trentine

«Ci servono molte più dosi»

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La vaccinazione influenzale? L'accordo tra Stato e Regioni, firmato anche dalla Provincia di Trento, potrebbe far aumentare il numero di dosi destinate alle farmacie.

Lo conferma l'assessore alla salute della Provincia, Stefania Segnana (Lega), che sottolinea come le Regioni e le Province abbiano siglato l'intesa sulla possibilità di assegnare alle farmacie almeno l'1,5% delle dosi a disposizione (a Trento sarebbero 2.500 su 170.000 dosi di vaccino che si intendono acquistare), a patto che lo Stato «compri le dosi che permettono alla Provincia di coprire tutti i Lea, i livelli essenziali di assistenza, ovvero, in questo caso, di riuscire a avere tutte le dosi necessarie per vaccinare chi ha sotto i 6 anni e sopra i 60 anni oltre alle categorie fragili. Già nell'ultimo incontro con i rappresentanti delle farmacie abbiamo detto che siamo disponibili ad aumentare le dosi da assegnare alle farmacie, a patto, appunto, che lo Stato faccia la sua parte» sottolinea Segnana. «La nostra volontà è di valorizzare le farmacie sul fronte dei vaccini e con loro c'è una buona collaborazione» conclude l'assessora.

Da parte sua Paolo Betti, presidente di Federfarma, evidenzia come «se la percentuale da assegnare alle farmacie è quella dell'1,5% non ha molto senso. I numeri per ciascuna delle circa 150 farmacie trentine sarebbero pari a 16 vaccini, ossia una quantità che non permette di fare una campagna vaccinale seria». Federfarma indica come le proprie richieste non siano fatte in chiave polemica ma costruttiva, ma rilancia sul fronte dei numeri di vaccini antinfluenzali da avere: «Ne servono 60-100 per farmacia - afferma - La Provincia normalmente non usa tutte le dosi che ha, quindi potrebbe assegnare a noi quelle che servono, anche per agevolare la campagna vaccinale, visto che se viene accentrata in pochi luoghi, può comportare delle difficoltà organizzative». Rispetto alle dosi prospettate dall'accordo Stato-Regioni, quindi, le farmacie trentine chiedono di poterne avere dalle 4 alle 7 volte in più, ossia tra le 9.000 e le 15.000 dosi. Nei prossimi giorni ci sarà un altro incontro tra Betti e i vertici della Provincia per capire se le richieste dei farmacisti saranno soddisfatte. «Serve fare in fretta, anche perché quest'anno la campagna anti-influenzale dovrebbe partire a inizio ottobre» conclude Betti. A. Con.

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