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Bene la raccolta fondi

di Admo del Trentino

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Un centinaio di volontari, con casacchina rossa, hanno organizzato nella mattina di ieri, con qualche mese di ritardo rispetto al solito, la tredicesima edizione della campagna di raccolta fondi di Admo del Trentino, l'Associazione che si occupa della donazione di midollo osseo a livello locale. L'iniziativa, denominata «Chicco sorriso», avrebbe dovuto tenersi, come da consuetudine, in maggio, ma l'emergenza sanitaria nei ha comportato il rinvio alla fine dell'estate. Nata con l'obiettivo di sostenere e promuovere l'attività dell'ente, che si occupa di promuovere la cultura della donazione, tenere aggiornato il registro dei donatori e chiamare i volontari in caso di necessità, la manifestazione è diventata con il tempo un'occasione per raccogliere parte dei fondi necessari per finanziare due borse di studio in ambito sanitario, assicurando la presenza di personale specializzato nella tipizzazione e nel prelievo nelle strutture ospedaliere del territorio locale. La campagna - effettuata attraverso la vendita di pacchi di riso carnaroli forniti da un'azienda italiana - ha avuto luogo all'esterno di 39 punti vendita Coop e Famiglia cooperativa del territorio provinciale, nel rispetto delle attuali indicazioni per prevenire il contagio.
«La campagna informativa e di raccolta fondi - ha detto la presidente Ivana Lorenzini - è un momento di grande importanza, perché si torna a informare la popolazione sull'importanza di diventare donatori. Quella organizzata quest'anno, poi, assume un valore particolare, quale prima uscita dell'associazione dopo il lockdown dello scorso marzo».
Admo del Trentino opera da 28 anni, in particolare nell'informare i più giovani sull'importanza di dare una speranza di vita ai malati di leucemia o di altre patologie oncoematologiche in attesa di trapianto. Attualmente, gli iscritti all'associazione sono oltre i 10.500, rimasti stabili anche negli ultimi mesi, nonostante le difficoltà nel reclutare nuovi donatori a causa dell'emergenza sanitaria. Durante il periodo del confinamento domestico, sono stati due i trentini che hanno donato il midollo osseo, permettendo a due malati di poter iniziare una nuova vita.
I fondi raccolti nella giornata di ieri verranno in parte destinati all'Azienda provinciale per i servizi sanitari, per il rinnovo di una borsa di studio a favore di una biologa impegnata nell'attività di tipizzazione dei tessuti ematici prelevati dai donatori, e di una borsa istituita presso l'ospedale di Verona, dove avviene concretamente la donazione.
«La raccolta fondi - ha spiegato la coordinatrice dell'evento Cinzia Patruno - si svolge nella maggior parte dei punti vendita solamente la mattina, in ragione della grande sensibilità della popolazione trentina, che ci porta a finire le scorte di riso in poche ore».

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