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Studenti, assalto quotidiano al treno

Qualche assembramento alle fermate

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Situazioni critiche nel sistema di trasporti scolastici sono state segnalate alle fermate degli autobus urbani, dopo le 12.30-13, orario d'uscita della maggior parte degli studenti dagli istituti superiori cittadini. In via Giusti, dove salgono sia i ragazzi del liceo Linguistico, che quelli dell'Arcivescovile e del Da Vinci, i marciapiedi all'altezza delle fermate sono sovraffollati e prendere l'autobus per andare a casa o presso le stazioni non è sempre possibile per tutti.

Anche la Trento-Malé ha la sua corsa al limite del sovraffollamento: è il treno delle 13.26, in partenza dal binario 2 nella stazione di Via Dogana. Già intorno alle 13.15 l'afflusso di ragazzi diretti ai binari è massiccio. Tutti con passo svelto, per trovare posto a sedere. Una volta a bordo, alcuni sedili restano liberi nell'imminenza della partenza, ma nel giro di pochi minuti, prima che il capotreno dia il via libera al convoglio, anche gli ultimi posti liberi si riempiono all'improvviso con un'ondata finale di studenti che salgono a bordo e i ragazzi e i rari pendolari si trovano costretti ad occupare le piattaforme in corrispondenza delle porte di entrata e discesa. Tutti, diligentemente, indossano la mascherina.

Il treno è formato da due elettrotreni (in "doppia composizione", in gergo ferroviario). Qualche studente scende già a Gardolo, ma è a Lavis che il treno inizia a svuotarsi un po', mentre a Grumo salgono gli studenti dell'Istituto Agrario diretti a Mezzolombardo e nelle valli del Noce, ma non si torna più, comunque, a superare i limiti della capienza dei posti a sedere. A Mezzolombardo il treno resta occupato solo a metà.

Alla stazione del capoluogo della Trento-Malé l'afflusso in questa fascia oraria è elevato. Alle 13.41, dopo 15 minuti, dal binario 3 parte un altro convoglio, direzione Mezzana. Già dieci minuti prima della partenza, prima ancora che vengano aperte le porte, i ragazzi reduci dalla mattinata a scuola sono in fila, a dire il vero un po' accalcati, per salire. La guardia giurata di sorveglianza invita i pochi distratti a indossare la mascherina, quando la distanza di sicurezza diventa impossibile da mantenere. «È vero, il treno delle 13.26 è sempre affollato e a volte si resta in piedi», commentano due ragazze dirette a nord di Trento, «ma per fortuna – proseguono – usciamo da scuola a ora di pranzo solo due volte alla settimana. Gli altri giorni abbiamo il prolungamento d'orario anche al pomeriggio e a quell'ora va meglio». Trentino Trasporti conosce il problema e infatti, in epoca di prevenzione Covid e di ripresa delle scuole, ha previsto, grazie al ricorso ad autonoleggiatori privati, tre corse di pullman in rinforzo ai treni: ce ne sono due dirette Trento-Mezzolombardo, con partenza alle 12.40 e alle 13.25. Alle 13.35 ne parte un'altra, che da Zambana in poi ferma in tutte le stazioni. Ma i pullman sono sensibilmente meno utilizzati dei treni.

Se per scarsa informazione o per abitudine degli studenti, è da capire. «Fino a una settimana fa – commentano i sorveglianti – la stazione all'ora di pranzo era semideserta, perché i lavoratori mancano ancora. Tanti fanno smart working».

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