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Sanità privata, i lavoratori

continuano la mobilitazione

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Non si placa la protesta di sindacati e lavoratori del comparto della sanità privata.

Anche nella mattinata di ieri infatti, all'ingresso di Palazzo Stella (sede di Confindustria), un nutrito gruppo di operatori sanitari ha partecipato allo sciopero nazionale indetto per tutta la giornata o turno di lavoro. Nella foto un momento della manifestazione trentina.

Una mobilitazione, spiegano i rappresentanti sindacali, che proseguirà fino a quando Aiop e Aris non sottoscriveranno la pre-intesa stipulata qualche mese fa e contenente i punti più importanti della battaglia: il rinnovo del contratto scaduto ormai da 14 anni, equiparazione dei diritti tra lavoratori pubblici e privati, aumenti salariali per gli operatori sanitari, investimenti in merito a sicurezza sul lavoro e contrasto alle aggressioni al personale, conciliazione dei tempi famiglia-lavoro ed infine la garanzia del diritto alla formazione continua.

Oggi una nuova tappa: l'assessora Segnana ha convocato nei propri uffici le parti.

«Le dichiarazioni del presidente di Confindustria Carlo Bonomi sembravano assicurare la stipulazione del contratto in tempi brevi - ha spiegato Luigi Diaspro (Cgil) - ma alle parole non sono seguiti i fatti».

«Il 50% della spesa interesserebbe la Provincia, togliendo alle aziende il rischio di impresa annesso all'assunzione - ha aggiunto Giuseppe Pallanch (Cisl) - Il contributo è importantissimo, gli imprenditori devono capire che non è sempre possibile far gravare queste situazioni sulla collettività».

«Nell'emergenza tutti hanno contribuito allo stesso modo - ha concluso Giuseppe Varagone (Uil Fpl Sanità di Trento) -In Italia più del 49% delle prestazioni vengono erogate da operatori privati, circa mille in Trentino».


«Apprezziamo il lavoro svolto, fin dal primo giorno del suo mandato, dal ministro Roberto Speranza per sostenere il tema del rinnovo del CCNL del personale non medico della componente di diritto privato del SSN. Tuttavia, siamo costretti, ancora una volta, a fare appello alla Sua fondamentale opera di mediazione per fare in modo che le Regioni, che non lo hanno ancora fatto, siglino gli accordi di compartecipazione agli oneri del rinnovo del contratto», hanno dichiarato Barbara Cittadini, presidente nazionale AIOP (Associazione italiana ospedalità privata) e Padre Virginio Bebber, Presidente ARIS (Associazione religiosa istituti sociosanitari), intervenendo nel dibattito sul rinnovo del CCNL dei lavoratori della sanità privata.

«Riteniamo indispensabile - proseguono Cittadini e Bebber - che le Regioni si facciano carico del 50% dei costi del rinnovo contrattuale, intervenendo contestualmente su budget e tariffe, e mantenendo così gli impegni assunti anche nei confronti del nostro personale non medico che non può e non deve più attendere per vedere garantiti i propri diritti. Questo è un prerequisito fondamentale per coalizzare all’interno delle nostre Associazioni la maggioranza necessaria alla ratifica della pre-intesa firmata con le OO.SS. il 10 giugno scorso».

«È importante - aggiungono Cittadini e Bebber - che il Ministro Speranza ribadisca il proprio impegno prodigandosi ulteriormente in un’opera di mediazione per invitare, anche, le altre Regioni, oltre a Lombardia, Veneto e Sicilia, a dare seguito all’impegno politico di compartecipare concretamente agli oneri del rinnovo.

È necessario che tutte e 21 le Regioni trovino un accordo, ma realtà come il Lazio, la Puglia, la Toscana, la Campania e l’Emilia-Romagna, per la loro dimensione, assumono una valenza importantissima». «Da parte nostra - concludono la Presidente AIOP ed il Presidente ARIS -, confermiamo la volontà di rinnovare il CCNL alle condizioni pattuite. È necessario, però, che gli Assessorati alla Salute rispondano ai reiterati appelli delle nostre Sedi Regionali ad oggi rimasti inascoltati. Non possiamo permetterci di vanificare gli sforzi fatti fino ad oggi da Ministero della Salute e Conferenza delle Regioni in primis, dalle Istituzioni e da tutte le parti sociali».

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