Medicina del Santa Chiara al collasso, la Fenalt denuncia «Manca un terzo degli infermieri»

«La medicina del S. Chiara è al collasso. Mancano infermieri e Oss e, dopo il grande lavoro effettuato nei mesi scorsi e l’annunciata nuova ondata di pazienti Covid annunciata in autunno, lavorare in queste condizioni diventa difficile». La denuncia arriva da Paolo Panebianco della Fenalt.
«Si tratta di un reparto essenziale che ha avuto un ruolo fondamentale durante la gestione dell’emergenza Covid. In quelle settimane, anzi in quei mesi, nessuno si è risparmiato. Ora però la carenza di personale si sta facendo sentire. Mancano 4 infermieri e 5 Oss, in pratica un terzo dell’organico. Se a questo aggiungiamo ferie e permessi chi rimane non riesce a reggere al carico di lavoro».


Gravidanze, dimissioni, trasferimenti: sono tante le cause che in questi mesi hanno portato alla riduzione dell’organico. «Ho iniziato a scrivere a giugno proprio perchè non volevo che a Medicina arrivassero ad agosto in queste condizioni ma l’Azienda ha preso tempo. Ci ha risposto che stanno facendo il concorso sia per infermieri che per Oss ma quando finirà e saranno pronte le graduatorie l’estate sarà finita», aggiunge Panebianco che lamenta anche il fatto che la richiesta del personale di continuare ad effettuare il turno di 12 ore non è stata accolta. «È vero che non è previsto dal contratto e che l’orario era stato introdotto durante l’emergenza Covid, ma il personale sostiene che pur essendo faticoso rimanere in corsia per 12 ore, questo garantirebbe i riposi». Attualmente far quadrare i turni è un’impresa. «Ci sono infermieri che hanno ancora tutte le ferie del 2019 da smaltire. La speranza era quella di riuscire a riposare in queste settimane per arrivare pronti alla possibile nuova ondata di casi Covid in autunno. E invece arriveranno stremati tanto che qualcuno ha già parlato di dimissioni».


La Fenalt chiede all’assessora Stefania Segnana di istituire un tavolo per ricalcolare il carico di lavoro del personale. «Tra i numeri che ci vengono forniti e la realtà c’è una forte discrepanza che va verificata. L’Azienda latita e qualcuno ci deve dare risposte perché un infermiere stanco, un infermiere che ha un carico di lavoro eccessivo, un infermiere che non va in ferie o al quale non viene garantito il giorno di riposo potrebbe essere un infermiere poco lucido ed efficiente durante il servizio e questo a discapito dei pazienti».
Per quanto riguarda il concorso per gli infermieri, nei giorni scorsi si è svolta la prova preselettiva (i candidati erano quasi 3 mila) e il 4 agosto è fissata la prova scritta.

comments powered by Disqus