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Omicidio Perraro, Manfrini

riportato in carcere

dopo la parentesi Covid

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Marco Manfrini è tornato in carcere. Venerdì mattina le forze dell’ordine l’hanno riportato in cella, dove rimarrà in custodia cautelare accusato dell’omicidio volontario aggravato della moglie Eleonora Perraro, fino all’udienza preliminare. Il suo legale, l’avvocato Elena Cainelli, annuncia il ricorso, mentre è facilmente immaginabile la soddisfazione delle parti civili, rappresentate dall’agli avvocati Andrea Tomasi e Claudio Losi per la famiglia e Luca Pontalti per la sorella Erika.

Dal punto di vista tecnico, Manfrini è tornato in carcere perché sono venute meno le esigenze di tutela sanitaria dovute a Covid: il Gip, all’inizio dell’emergenza Coronavirus, aveva infatti accolto l’istanza della difesa, ritenendo Manfrini un soggetto debole, per via di alcune polmoniti di cui era stato affetto in passato, e quindi più a rischio in una comunità come quella del carcere, in cui è più difficile mantenere il distanziamento sociale.

Una scelta, questa, che la famiglia Perraro aveva contestato subito anche nel merito. E che soprattutto aveva preoccupato molto la famiglia di Eleonora: «Per noi è un grande sollievo - ammette la sorella Erika - onestamente, non lo nego, il fatto che fosse a casa non ci faceva stare tranquilli. Anche per coloro che potevano venire in contatto con lui: una persona capace di intendere e di volere che ha fatto quel che ha fatto lui è pericolosa».

Manfrini è accusato di aver ucciso la moglie il 5 settembre scorso. Un omicidio che, se possibile, è reso ancor più inquietante dalla dinamica, come ricostruita dagli inquirenti. Lui ha sempre detto di non ricordare nulla: dopo aver trascorso una piacevole serata al bar Sesto Grado di Torbole, i due avevano deciso di dormire nel giardino. E lui ha raccontato di essersi svegliato al mattino e di aver trovato la moglie in un lago di sangue. Nessun ricordo, assicura da allora. Ma gli inquirenti non gli credono. Anzi, gli imputano di essersi accanito sul corpo della moglie. Perché Eleonora è stata sì strozzata. Ma prima è stata picchiata, con grande violenza. E morsa. Dettagli strazianti per la sua famiglia, che ora attende il processo. Quanto ai tempi ormai saranno piuttosto stretti: è stata notificata la chiusura indagini in questi giorni, a settembre arriverà la fissazione dell’udienza preliminare che di fatto sarà un passaggio formale. La nuova legge impedisce la richiesta di riti alternativi. Si andrà in corte d’assise.

Nella foto la vittima, Eleonora Perraro

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