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Precipita in un crepaccio

morto un giovane ricercatore

dell'Università di Trento

L'incidente ieri sul Gran Paradiso, difficile il recupero della salma

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E' morto Daniele Catorci, giovane ricercatore dell’Università di Trento, vittima di un grave incidente alpinistico in Val d’Aosta sabato mattina.

L’incidente si è verificato all’alba, a 3.400 metri di quota, mentre Catorci stava salendo verso la vetta sotto la parete nord del Gran Paradiso con un compagno di cordata (il marchigiano Sasha Polimanti). Secondo le ricostruzioni, Catorci avrebbe attraversato un ponte di neve, che ha ceduto sotto il suo peso, trascinandolo in un profondo crepaccio. Lo scalatore è caduto per circa 30 metri dentro la fessura di ghiaccio. Il suo compagno è rimasto lievemente ferito nel tentativo di trattenerlo.

I due erano alpinisti esperti ed allenati, e perfettamente equipaggiati.

Sul posto sono intervenuti da subito, in elicottero, il Soccorso alpino valdostano e la Guardia di finanza che hanno operato circa sei ore per tentare di estrarre dal crepaccio il corpo, ma a causa del pericolo di ulteriori crolli le operazioni sono state sospese e sono riprese domenica mattina. Dopo alcune ore, i soccorritori hanno raggiunto il corpo, ormai senza vita, ed hanno iniziato le difficili operazioni di recupero con il verricello. Che a causa del maltempo sono state interrotte: la salma si trova ancora nella profonda spaccatura dei ghiacci. Si riproverà oggi, meteo permettendo.

Catorci, 27 anni, originario delle Marche, viveva a Trento da un anno dove stava seguendo un dottorato di ricerca in biologia molecolare alla Facoltà di Fisica a Povo ed era esercitatore di matematica.

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