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«Report» e il Covid in Trentino

Failoni affronta la telecamera

Segnana non si fa trovare

E Zeni fa partire un'interrogazione provinciale

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Il Trentino esce malissimo dal servizio messo in onda l'altra sera da Report. La popolare trasmissione tv di Rai 3 ieri sera si è concentrata sul Covid-19: tra i vari argomenti, dopo Lombardia e Alto Adige, nel mirino è finita anche la nostra provincia.
Sotto accusa, soprattutto, l’ormai famoso fine settimana da tutto esaurito sulle piste da sci. Ma anche la gestione delle RSA, con la famosa circolare che ordinava ai direttori sanitari delle case di riposo di non inviare i pazienti in ospedale.

«Qui c’era un casino di gente»; «Era come se fosse Natale» i commenti di alcune persone intervistate a Pinzolo in riferimento al 7 e 8 marzo con il pieno di turisti. E a quel punto le accuse sono state girate alla politica: nel mirino è finito l’assessore al turismo e albergatore Roberto Failoni. Incalzato dalla giornalista, che ha chiesto se il suo mestiere abbia inciso nei tanti appelli a recarsi in Trentino a sciare, l’assessore ha risposto a monosillabi. «Ci siamo attenuti al dispositivo nazionale», ha spiegato. Aggiungendo che «da un anno e mezzo il mio albergo non lo vedo neanche» e, alla considerazione sul fatto che il suo bacino elettorale sia prevalentemente in Rendena, ha smorzato con un «questo lo dice lei». Ma ci voleva Report per dire pubblicamente che il suo ruolo di albergatore e nel contempo di assessore al turismo, un sospetto di conflitto di interessi potrebbe suscitarlo.

Peggio è andata alla giornalista quando ha cercato di fare qualche domanda all’assessora Stefania Segnana, per spiegare al pubblico il perché delle scelte sulle RSA. L’assessora non si è fatta trovare, facendo riferire in portineria dell’assessorato che sarebbe stata impegnata in videoconferenza per tutta la giornata. E visto che proprio Segnana, il 7 marzo scorso, si scagliava contro la decisione dei gestori di chiudere le case di riposo, sarebbe stato interessante avere la sua versione (o almeno quella del dirigente Ruscitti che quel giorno la spalleggiava).

Restando nella politica a parlare (e volentieri) è stato il consigliere provinciale di Onda Civica Filippo Degasperi, che in apertura di servizio ha fornito tutti i dati su decessi e contagi in Trentino, spiegando gli errori secondo lui commessi su piste da sci e Case di riposo. Anche il medico Giuseppe Parolari ha accettato l’intervista, spiegando e facendo vedere i grafici con le curve del contagio che hanno portato il Trentino a essere la provincia con il maggior numero di decessi, superando anche la Lombardia durante la fase più acuta.

Le accuse non sono mancate nemmeno nei confronti dell’Azienda sanitaria: sullo schermo è passata la circolare che regolava i trasferimenti da Rsa a Pronto soccorso, con il dottor Marco Ioppi a commentare la scelta di “vietare” i ricoveri di pazienti provenienti dalle Case di riposo.
Infine ha parlato anche Sonia Tamanini: «Mio padre era in Rsa a Pergine ed è deceduto: abbiamo sporto denuncia per come è stata gestita la situazione».

Il conduttore del programma Sigfrido Ranucci, a chiusura di servizio, ha letto una mail con le spiegazioni su quanto accaduto della Rsa di Pergine. E poi commentato: «Abbiamo visto scelte superficiali che resteranno impunite. La speranza è che servano da monito per il futuro».

 

 


 LUCA ZENI INTERROGA - «Dopo i disastrosi esiti, per il Trentino, della trasmissione televisiva “Report” di RAI 3 andata in onda nella serata di lunedi 8 giugno scorso, è necessario fare una profonda riflessione sulla confusione che pare governare le azioni della Giunta provinciale nell’emergenza Covid-19, quando si ritiene di poter affrontare ogni problema anzitutto dall’angolazione dell’immagine, anziché sul più difficile terreno della sostanza e della competenza.

Ciò che è emerso e che ancora emerge è l’assenza di qualsiasi seria programmazione politica e gestionale anche per affrontare i problemi che il futuro pone, dato che il “Coronavirus” è tutt’altro che sconfitto e sta ancora muovendosi nel nostro territorio, con il rischio di una forte ripresa autunnale.

A fronte di tutto questo, il Consigliere del Partito Democratico Luca Zeni ha presentato oggi una dura interrogazione in Consiglio provinciale per sapere, al di là di ogni valutazione sui danni d’immagine, quando la Giunta provinciale renderà pubblici i lavori delle molte “task force” fin qui attivate; se esiste un piano di emergenza per l’autunno/inverno e se esiste una definizione delle nuove modalità di gestione delle R.S.A. in provincia di Trento» afferma un comunicato stampa del PD Trentino.


LA RABBIA DELLA DALZOCCHIO - A difendere l'onore della maggioranza leghista, oggi, il comunicato stampa della capogruppo della Lega Salvini Trentino, Mara Dalzocchio: “Come molti trentini, sono rimasta assai amareggiata per la narrazione che, su Rai3, Report ha offerto rispetto alla gestione dell’epidemia Covid-19. Del resto non mi stupisce un tale atteggiamento da parte dei giornalisti di quella rete. Ma, ancor di più, mi ha amareggiato il sinistro compiacimento con cui il collega consigliere Filippo Degasperi, intervistato nel servizio del programma, ha scelto, rincarando la dose sui social, di sparare a zero sull’Amministrazione provinciale e - anche se forse, preso com’è a pubblicizzare urbi et orbi la sua Onda Civica, non se n’è reso conto – anche sul Trentino.

In un contesto dove il Governo Nazionale ha gestito con profonde perplessità l’emergenza, per esempio la zona rossa per la Val Seriana doveva essere istituita dal Governo e non dalla Regione Lombardia, così come l’OMS che quasi con cadenza giornaliera propone una teoria diversa dall’altra in merito al Covid-19. L’ultima riguarda il parere secondo cui gli asintomatici non sono portatori del virus, ergo non si capisce come mai sia stato effettuato un lockdown così rigido con danni catastrofici per l’economia.

Detto ciò non sono persona che si diletta nell’arte dello scaricabarili perché so quanto sia difficile governare a differenza del Consigliere Degasperi che ha come scopo quello di far elettoralmente un buon risultato ma di rimanere all’opposizione così da non assumersi responsabilità di governo.

Sui contagi non mi sto molto a dilungare. Basti pensare che in territori turistici come Folgaria sono stati bassi e altre situazioni sono nate a causa di soggetti che conducendo una normale vita hanno ahimè infettato spesso manco sapendo di avere il Covid-19.

Sul discorso RSA vi è tanto da dire. Ogni famigliare che ha un parente in RSA in questo momento sta vivendo un dramma famigliare. Vi sono persone che hanno perso i loro cari a causa di un contagio che è potuto arrivare in qualsiasi modo così come vi sono tanti famigliari che in questo momento non possono ancora rivedere i propri cari per via di protocolli che giustamente cercano di bloccare il contagio. Si muore anche di altre cause nelle RSA e non solo di Covid-19: a tutti quei famigliari la nostra vicinanza perché sappiamo che il loro dolore troppo spesso viene ignorato dai giornali, ma da parte nostra no. Sono persone che stanno affrontando, alla pari dei loro nonni e genitori, questo momento difficile con spirito di sacrificio e senso di comunità.

Quel senso di comunità che deve riguardare anche tutti coloro che lavorano come stagionali nel settore turistico e che a causa di questo virus rischiano di non lavorare e forse rischieranno di non lavorare anche dopo la fine di questa pandemia per colpa di interventi fuori luogo del Consigliere Degasperi, il quale ha danneggiato l’immagine del Trentino.

Ridurre tutto a 8 minuti di show una situazione tanto complessa è una triste pagina nella storia politica di Filippo Degasperi. Al collega di Onda Civica – candidato alle comunali di Trento del prossimo autunno – interessa solo, come si diceva, ritagliarsi un minimo di visibilità: costi quel che costi. Lo prova la sua metamorfosi politica, che l’ha visto passare dal consigliere provinciale di opposizione preparato e stimato, quale tutti lo ricordano la scorsa legislatura, a protagonista di attacchi scomposti e frequenti che rispondono, come dicevo, a mere logiche queste sì propagandistiche. Non resta pertanto che vedere quanti trentini sosterranno la sua corsa a Palazzo Thun, la sola vera ragione dell’agire degasperiano di questi ultimi tempi” afferma la leghista. 


COPPOLA: INCOMPETENZA E INCOSCIENZA - Scrive la consigliera provinciale Lucia Coppola (Futura): «Su Report la provincia di Trento è chiamata in causa finalmente e pubblicamente con tutte le responsabilità che ha per come ha gestito la pandemia di Covid 19. Strage di poveri anziani e contagi diffusi grazie alle piste aperte quando l' emergenza sanitaria era ormai conclamata, con gli inviti di Trentino Marketing a venire nel Trentino sicuro. Che vergogna e che dolore per tutti quei poveri anziani che potevano salvarsi se le Rsa fossero state sigillate e i malati fossero stati curati in ospedale. Ma una circolare invitava a curarli nelle Rsa. Viene da piangere. E tutto il nostro denunciare la situazione, inascoltati, non è servito a niente. Incompetenza e incoscienza. Superficialità e costi altissimi pagati dai più fragili. Una macchia che resterà come terribile marchio indelebile nella storia del Trentino».

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