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Materne, quasi 2.000 bimbi

pronti a tornare a scuola

ma è una corsa contro il tempo

 

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Sono quasi 2.000 (il 36% del totale) i bimbi che da domani torneranno a frequentare le scuole per l’infanzia gestite dalla Provincia. Il 36% delle famiglie ha espresso infatti il proprio interessamento a mandare i figli a scuola fino a fine luglio.

È una corsa contro il tempo quella per riaprire scuole materne e asili nido. Domani, peraltro, complice lo sciopero del personale della scuola, saranno mosche bianche gli asili che effettivamente apriranno.

«Verosimilmente, considerando lo sciopero, saranno poche le scuole che partiranno già lunedì - spiega Emanuela Maino, responsabile del Servizio Attività educative per l’infanzia della Provincia - ma le 112 scuole provinciali fra martedì e mercoledì per la maggior parte ripartiranno. Stiamo lavorando ventre a terra, fornendo formazione a distanza per tutto il personale, compreso quello delle equiparate, producendo atti, documenti e modalità operative anche per loro. Da lunedì tutti gli edifici cominceranno ad essere sanificati, il personale insegnante è in servizio a partire da lunedì e i coordinatori sono già informati. Le scuole più grandi faranno un po’ più fatica ma siamo molto fiduciosi che nel corso della prossima settimana le scuole riusciranno ad accogliere i bambini».
Intanto oggi la giornata dei dipendenti provinciali del servizio materne sarà impegnata a creare le graduatorie, dopo che era in scadenza ieri a mezzanotte la possibilità per i genitori di esprimere il proprio interessamento.

La Federazione provinciale Scuole materne di Trento, che raccoglie 134 scuole materne, dopo il documento molto critico del direttivo sulle modalità scelte dalla Provincia per arrivare a questa riapertura, improvvisa, dei servizi per la prima infanzia, puntualizza le variabili aperte per poter tornare ad accogliere i bambini in sicurezza: «Lunedì saranno pochissime le scuole che riapriranno, casi particolari - spiega il presidente della Federazione Giuliano Baldessari - dobbiamo ancora capire quanti bambini accederanno e anche quanto personale avremo a disposizione, c’è da tenere conto che il 42% delle nostre dipendenti hanno più di 55 anni e quindi alcune è possibile che non tornino al lavoro rientrando in quella fascia di fragilità protetta.
Inoltre c’è il nodo dei contratti a tempo determinato che finiscono al 30 giugno quindi vanno rinnovati e anche lì non abbiamo certezza che tutto il personale attuale decida di rientrare e in quel caso bisognerà cercare supplenti che, lo sappiamo, sono molto difficili da reperire, si fa fatica anche in condizioni normali». Oltre a numeri di bambini e numeri di insegnanti ancora incerti, una data più realistica per riportare i bambini in nidi e materne è quella del 15 giugno. La formazione obbligatoria che doveva essere fatta l’11 giugno è stata invece trasformata in una formazione online.
«Calcolando un paio di giorni per la sanificazione, le pulizie e un check up degli impianti visto che le scuole sono state chiuse tre mesi - prosegue Baldessari - c’è comunque la formazione per il personale da fare che proprio oggi ci è stato comunicato sarà disponibile online a partire da domani. La prossima settimana servirà per risolvere queste questioni aperte».

Questa percentuale dovrebbe consentire, sostiene la Provincia, di soddisfare la gran parte delle richieste pervenute. Per quanto riguarda le scuole equiparate i primi dati pervenuti confermano la linea di tendenza emersa nelle scuole provinciali. Soddisfazione è stata espressa dell’assessore Mirko Bisesti per il considerevole numero di adesioni al servizio.

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