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«Troppi tre mesi per una biopsia»
Proteste dopo l'emergenza Covid
per i ritardi di molti accertamenti

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Quando c'è qualcosa che non va e ti prospettano una biopsia per togliere ogni dubbio dover aspettare tre mesi può legittimamente sembrare eccessivo.

«Se si aggiunge che mio fratello ha avuto un tumore alla bocca e quindi abbiamo una familiarità per questa patologia la preoccupazione è ancora maggiore», racconta B.G. «La preoccupazione non è per me ma per mia figlia che ha un problema alla bocca. Ha fatto numerose visite, anche a Trento. La diagnosi parla di mucocele. Si tratta di una ciste, che si continua a rompere, che varia di dimensioni. Le hanno detto che è necessario effettuare una biopsia ed è stata fissata per il 18 agosto».

La signora ha chiamato anche l'altro giorno l'ospedale per chiedere di anticipare l'esame. «Sarei disposta anche a pagarlo ma mi hanno detto che a causa dell'emergenza Covid tutte le prestazioni private sono sospese e che non c'è possibilità di anticipare. È vero che se la diagnosi venisse confermata dalla biopsia non sarebbe nulla di preoccupante ma io un fratello che ha avuto un tumore alla bocca e che a causa degli interventi deve essere sottoposto ad una ricostruzione di una parte del volto. Comprensibile che sia preoccupata per mia figlia. Quello che voglio dire è che non c'è solo Covid e che non si può rimandare troppo certi esami. La gente si ammala anche di altro».

In effetti il blocco delle visite e degli interventi per Covid sta causando ora una serie di ritardi alle prestazioni. Ci sono richieste di esami e accertamenti che si sono accumulate nei mesi e che richiederanno molto tempo per essere smaltiti.

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