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Scuole dell'infanzia, tamponi

ma solo su base volontaria

I bambini senza mascherina

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Arrivano i tamponi, su base volontaria, per insegnanti, educatrici, operatori, per tutti coloro che operano nella scuola dell’infanzia (0-6 anni, nidi e materne, cioè). Lo ha chiarito la giunta provinciale nella giornata in cui sono state varate le linee guida per la sicurezza anti-Covid. La possibilità viene offerta su base volontaria, spiegano dalla Provincia, per dare maggior sicurezza a chi opera nella scuola. «Sono una possibilità in più per insegnanti e educatrici - afferma l’assessore alla scuola Mirko Bisesti (Lega) - per ritornare ai servizi dedicati all’infanzia ma nella massima sicurezza».

Alle operatrici la giunta ha deciso infatti di riservare uno screening dedicato, con tamponi che saranno effettuati nella modalità drive trough (come nella foto) a partire dai prossimi giorni con priorità a chi ha più di 55 anni. Le modalità operative sono state discusse dalla task force Coronavirus. Il Dipartimento all’istruzione ha inviato ai responsabili delle strutture interessate una comunicazione con i dettagli della procedura. I punti essenziali sono il fatto che è su base volontaria e che viene effettuata nei punti di prelievo sparsi sul territorio, dove si passa con l’auto per essere testati.

Ieri intanto sono state varate ufficialmente le linee di indirizzo sanitarie per nidi (0-3 anni) e materne (3-6). I bambini non porteranno la mascherina, mentre resta valida per maestre, educatrici e tutti gli adulti che dovessero entrare. Previsto, poi, un sistema di accoglienza dei bambini per evitare assembramenti. In base al protocollo, ogni bambino viene accompagnato all’orario fissato dalla scuola stessa e l’accesso avviene in uno “spazio accoglienza/filtro”, che può anche essere totalmente o parzialmente all’esterno dell’edificio, dove il bambino toglie le scarpe e indossa calzature dedicate, igienizza le mani.

Se si riscontrano casi di febbre oltre i 37,5° e/o sintomi di infezione nel bambino, viene accudito dal personale fino all’arrivo del familiare (che deve arrivare nel minor tempo possibile), distanziandolo dal resto del gruppo in un locale separato e con indosso una mascherina chirurgica. Se si conferma il Covid, si applicano le misure di quarantena e isolamento fiduciario.

Nelle materne si raccomanda il distanziamento di almeno di 1 metro anche nelle attività all’aperto che peraltro devono essere favorite, dice il protocollo. Per evitare rischi di contagio, serve che i gruppi siano composti sempre dagli stessi bambini con il loro docente, evitando interazioni con altri gruppi/sezione. Per quanto riguarda l’orario, per le materne si prevedono 7 ore (nella fascia 8.30-15.30) e un numero di bambini per insegnante tra 6 e 10, con 3 ore al giorno in cui ci sono sempre due insegnanti assieme. Per i nidi il rapporto fra bambini e insegnante deve essere 4 a 1 per i lattanti e 4-5 a 1 per i più grandi e un massimo di 5 bambini per aula. Le misure porteranno a una riduzione della capienza a circa la metà degli iscritti attuali. In attesa delle risposte delle famiglie, si stima che saranno molto poche le materne e i nidi che apriranno l’8. Le altre dovranno farlo entro il 18, la maggior parte ripartirà il 15 (fino al 31 luglio).

Le linee guida sono state approvate con l’astensione della Cgil. Una posizione legata all’assenza, anche a questo tavolo, dei rappresentanti Inail. «Ci siamo astenuti su tutte le linee guida di settore che non hanno visto la partecipazione al tavolo di Inail – chiarisce Manuela Faggioni, segretaria organizzativa della Cgil del Trentino - Il documento finale garantisce la salute e la sicurezza di tutti gli operatori e le operatrici scolastiche, insegnanti e personale di supporto, e dei bambini che torneranno a frequentare le strutture dalle prossime settimane».

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