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Caccia a 1.500 positivi asintomatici

Ferro: «Non c'è prova che il virus

abbia perso forza in Trentino»

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«Stiamo svolgendo un grande lavoro di indagine e di ricerca e possiamo dire che in Trentino ci sono tra le 1.000 e le 1.500 persone positive asintomatiche. Questo è un “alert” importante e il nostro compito è continuare a cercare di trovarle per contenere la diffusione del virus». Parola del dottor Antonio Ferro, l'esperto dell'Azienda sanitaria trentina, che ieri ha fatto il punto della situazione.

«Quello che conta dal nostro punto di vista è la percentuale di positività di tamponi, che in Trentino è ancora molto alta rispetto alle altre Regioni, - ha osservato - ma si sta sempre riducendo».
«E' necessario - ha proseguito - mantenere le misure di distanziamento, mantenere le mascherine e non creare assembramenti perché dobbiamo salvaguardare la popolazione più fragile, quella con malattie cronico-degenerative e gli anziani sopra i 75 anni, che in termine di mortalità hanno pagato per il 90% delle morti che abbiamo registrato. Ci deve essere un patto tra generazioni e quelle più giovani devono sacrificarsi e porre molta attenzione», ha aggiunto Ferro.

Prima di lui è toccato al presidente Fugatti riportare i dati: per il quinto giorno consecutivo 0 decessi in Trentino, con il drammatico totale che resta fermo a 574 decessi di cui 383 in Rsa.

Tornando al punto fatto dal dottor Ferro, un altro aspetto importante riguarda il futuro. «Resta la preoccupazione per settembre-ottobre: in qui mesi il virus trova terreno più fertile visto che si trascorrono molte più ore negli ambienti chiusi. Inoltre sarà complicato distinguere una influenza e una influenza Covid-19: per questo spingeremo per una vaccinazione di massa contro l’influenza, che renderà più facilmente individuabili i diversi casi. Anche perché, nonostante i progressi fatti, ritengono che prima del 2021 avanzato non ci sarà a disposizione un vaccino».

Ferro ha poi espresso un commento sullo “stato di salute” del virus stesso. «Ad oggi non ci sono evidenze per dire che abbia perso forza ed efficacia, è plausibile che abbia le stesse caratteristiche di prima. Però le misure di contenimento sono state decisamente efficaci e le percentuali di positività sono calate drasticamente».

Infine sia il presidente sia il dottore hanno parlato dell’uso delle mascherine. Con una data che è emersa: dal 15 giugno, verosimilmente, non sarà più obbligatorio usarle all’aperto.
Per ora, invece, è confermato l’obbligo di indossarla una volta fuori dalla propria abitazione o domicilio, mentre non lo è nei viaggi su mezzo privato da soli o in presenza di componenti dello stesso nucleo familiare convivente o in un luogo isolato o area pubblica o privata in cui vi è la presenza di sole persone conviventi.
Resta obbligatoria durante lo svolgimento di attività sportiva, in luoghi o aree urbane frequentate da altre persone, e nei luoghi chiusi accessibili al pubblico e comunque in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza. Non devono indossarla i bambini al di sotto dei sei anni.

 

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