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Kompatscher, passi avanti

per la riapertura del Brennero

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«Siamo in dialogo con l’Austria e lo scambio con i ministeri competenti procede bene», sottolinea il governatore altoatesino Arno Kompatscher in riferimento all’apertura del Brennero.

Sul tavolo del confronto diplomatico resta l'ipotesi in prima istanza, evocata anche ieri dal ministro degli esteri, Luigi Di Maio, di un corridoio austriaco per il transito dei turisti provenienti dalla Germania.

Ma da Roma si ripete che l'obiettivo cui si sta lavorando nel dialogo con le altre capitali Ue, da Parigi a Berlino, è riaprire il transito turistico in generale dal 15 giugno.

La riapertura dei confini «si basa su dati e fatti», ha affermato per parte sua, ieri, il ministro degli Esteri Alexander Schallenberg all’agenzia Apa. «Iniziamo con i nostri vicini, questo funziona bene», ha aggiunto. Secondo Schallenberg, si tratta di «un processo in corso che durerà fino a giugno, luglio e agosto». «Il prima possibile e il più tardi necessario», ha riassunto il ministro la linea austriaca. «Vogliamo tornare alla libera circolazione in Europa, senza però affrettare nulla», ha ribadito Schallenberg.

Due giorni fa i tre presidenti dell’Euregio Arno Kompatscher (Alto Adige), Günther Platter (Tirolo) e Maurizio Fugatti (Trentino) nell’ambito di un videoconferenza si sono espressi però a favore di una rapida riapertura del confine del Brennero. L’accordo fra i tre presidenti è stato quello di appellarsi ai rispettivi Governi nazionali per rendere possibile una più rapida apertura dei confini possibile.

«Siamo unanimi nel ritenere che l’apertura dei confini deve avvenire al più presto, al massimo il 15 giugno. La premessa per questo è che la situazione continui a evolversi in senso positivo dal punto di vista epidemiologico. Al contempo chiediamo agli attori sul piano nazionale di non penalizzare la mobilità e la libertà di movimento nell’Euregio a causa dei numeri negativi di alcune singole regioni,» ha riassunto Platter la posizione espressa nella videconferenza. Nell’Euregio siamo tutti d’accordo che deve avvenire al più presto l’apertura dei confini. Naturalmente con il prerequisito che la situazione in tutte e tre le parti dell’Euregio si evolva nel senso giusto, e dunque calino i contagi« ha aggiunto Platter.

Platter ha aggiunto come nel recente passato lo sforzo per tornare alla normalità sia stato compiuto in tutte le direzioni, come ad esempio con la riapertura della possibilità agli studenti altoatesini e trentini di andare in Austria per motivi di studio o ancora la possibilità di passare il confine per visitare componenti della propria famiglia e di attraversare l’Alto Adige per spostarsi dal Tirolo dell’Est al Tirolo del Nord.

Intanto, durante l’ultima conferenza stampa covid, ieri, il presidente della Provincia di Bolzano ha fatto un bilancio.
«Siamo stati i primi - ha detto - ad aver chiuso in anticipo la stagione invernale. La decisione non è stata indiscussa, ma è stata poi condivisa da tutti».

L’8 marzo - ha aggiunto - «abbiamo preso una decisione drastica e dopo due settimane abbiamo raggiunto l’apice dell’epidemia, perché i provvedimenti hanno dato frutti». Il governatore ha ringraziato «tutti gli altoatesini che hanno contribuito al successo con disciplina e senso civico».
L’assessore alla sanità Thomas Widmann ha ripercorso le fasi più drammatiche dell’emergenza coronavirus, come per esempio il 30 marzo, quando non c’erano più letti liberi in terapia intensiva. «Siamo partiti con 30 test al giorno e nel giro di poco siamo arrivati a oltre 1.000, portandoci ai vertici in Europa per quanto riguarda test in rapporto alla popolazione», ha aggiunto Widmann.

«Ora la nostra sfida è: testare, testare, testare. Per questo motivo saranno testati tutti 20.000-30.000 addetti del settore turistico», ha detto l’assessore.

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