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Più posti su autobus e treni
che ripartono anche nei festivi

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Il distanziamento rimane ma i passeggeri guadagnano posti sui mezzi di trasporto pubblico: autobus, corriere ma anche treni locali. Recependo le misure inserite in un decreto del presidente del consiglio dei ministri, il governatore Maurizio Fugatti ha emesso un’ordinanza che da oggi permette ai passeggeri di sedersi in fila uno dietro l’altro in deroga alla distanza minima di un metro, a patto che i sedili siano tutti rivolti verso una stessa direzione e non ci siano situazioni in cui ci si possa trovare faccia a faccia. Resta naturalmente l’obbligo di salire con la mascherina indossata e la distanza laterale, che non permette di sedersi uno accanto all’altro.

Grazie a questa novità i mezzi di Trentino Trasporti aumentano un po’ la capienza e potranno viaggiare un po’ più carichi. In particolare gli autobus standard da 12 metri possono passare da una portata di 16 persone a 26 mentre le corriere usate sull’extraurbano salgono da 13 a 25 posti. Gli autosnodati potranno portare fino a 45 persone, una in più dei treni Ansaldo in servizio lungo la Trento-Malè, dove invece gli Alstom arrivano fino a 48 posti a sedere. I treni in servizio sulla Valsugana avranno una capienza di 68 persone.
L’ordinanza prevede anche la reintroduzione, da domenica prossima 31 maggio, di un servizio festivo di base per gli autobus urbani ed extraurbani.

Definite anche le regole per la funivia Trento - Sardagna e per la funivia di Mezzocorona. A bordo sarà obbligatorio indossare una mascherina, anche di stoffa, e mantenere la distanza di un metro che dovrà essere indicata con marker segnaposto; sono esclusi da questo limite solo le persone che vivono nella stessa casa, in assenza di altri passeggeri.
Resta in ogni caso attivo il servizio elastibus, cioè il trasporto con mezzo a chiamata per i luoghi o gli orari in cui non sono disponibili corse di linea; l’elastibus è attivo nei feriali dalle 21 alle 22.30 e nei festivi dalle 5 alle 22.30, chiamando il numero verde 800 390 270 entro le ore 14 del giorno precedente.

La possibilità di trasportare più gente rappresenta un piccolo passo avanti ma certo non risolve il problema che si presenterà soprattutto a settembre, alla riapertura delle scuole, cioè di garantire il servizio a migliaia di studenti. Per riuscire a trasportare tutta la gente di prima bisognerebbe nelle ore di punta come minimo raddoppiare il numero di corse e di mezzi in queste condizioni, cosa che è impossibile da fare alle attuali condizioni. «Normalmente - spiega il mobility manager provinciale Roberto Andreatta - nelle ore di punta i 150 autobus e i 450 mezzi dell’extra urbano a disposizione di Trentino Trasporti sono quasi tutti in strada. Aumentare la flotta, a parte i costi e la necessità di trovare nuovi autisti, avrebbe tempi troppo lunghi se si pensa che di solito l’acquisto di nuovi mezzi viene prenotato due anni prima della consegna». Qualche altro posto in più da qui a settembre le Regioni contano di conquistarlo chiedendo che siano ammessi anche viaggiatori in piedi, ma in ogni caso si potrà arrivare a mala pena alla metà della capacità massima dei mezzi.

Ed è per questo che la strategia politica è obbligata a puntare soprattutto sull’uso della bicicletta, agevolata coi bonus per l’acquisto e con le nuove piste dedicate che gli enti locali stanno pensando di realizzare. L’altra alternativa potrebbe essere quella di scaglionare gli orari di inizio delle scuole per diluire anche gli spostamenti, ma è una cosa che può essere pensata per ambiti territoriali piccoli, quindi per materna, elementari e medie, ma che non può funzionare per le superiori, dove molti studenti arrivano da lontano e non possono contare su un trasporto pubblico personalizzato a seconda del proprio orario di inizio e fine lezioni.

Le stesse regole di distanza dei mezzi pubblici valgono naturalmente anche su quelli privati utilizzati in convenzione per il servizio di scuolabus. In questo caso si può però pensare a una soluzione che preveda il doppio passaggio da parte dell’autista per portare i bambini di materne, elementari e medie a destinazione. F.G.

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