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Virus, in Trentino 204 morti

Cinque comuni «blindati»:

soglia di contagio oltre il 2%

Controlli a Vermiglio, Canazei, Campitello di Fassa, Borgo Chiese e Pieve di Bono

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Come sempre, è stato il presidente Fugatti a introdurre la conferenza stampa di oggi della task force, con le cifre del contagio. Ma soprattutto con la «blindatura» di alcuni comuni del Trentino dove la situazione è più grave che le altre.

Ha detto Fugatti: «I numeri sono negativi, 17 decessi, che portano il totale a 204 quindi un numero importante e negativo; i contagi sono oggi 104, di cui 88 col tampone e 16 senza; il contagio è alto, non aumenta e non cala. I tamponi fatti oggi sono stati 780 e le terapie intensive sono 81, quindi 9 in più da ieri».

Il presidente ha commentato: «Qualche cittadino ci chiede perché facciamo i conti così per i contagi, e noi rispondiamo che la volontà di inserire anche i non tamponati deriva da una nostra percezione scientifica, che ci dà un numero onesto del rischio potenziale. Ma se togliamo dal numero dei contagi quelli senza tampone, il numero è comunque molto elevato».

Per Fugatti: «Ci fa rilevare bene il tema delle terapie intensive: il grande investimento della nostra Azienda è servito, i posti erano 30 ed oggi sono 100 e più... ci dà tranquillità per i prossimi giorni. Oggi stiamo investendo fortemente sui test sierologici, che è altra cosa rispetto al tampone. A livello scientifico, è un’altra modalità di individuare il contagio. I cosiddetti IGG e IGM, le immunoglobuline G,. ci dicono se il soggetto è immune, e questo ci dice se è immune e no».

Questo - ha detto Fugatti -. lo facciamo a Rovereto, a iniziare da lunedì: andrà in primis al personale sanitario, ma potrebbe anche andare su un campione di popolazione. Va detto che comunque è un percorso ancora sperimentale e in fase di valutazione scientifica. Lo fanno il Sacco di Milano e lo Spallanzani a Roma».

Oggi sono stati prorogati al 13 aprile i divieti: almeno fino al 13 aprile rimarranno chiuse le ciclabili ed i percorsi pedonali in Trentino. Così come i parchi pubblici ed i parchi giochi. Sulle panchine si potrà sedere al massimo una persona. I negozi alimentari, inoltre, rimarranno ancora chiusi la domenica e anche a Pasqua e Pasquetta. Fugatti, che ha comunicato di aver firmato una nuova ordinanza.

Il provvedimento prevede anche la chiusura dei cantieri nel caso in cui il personale non possa contare su un medico di base sul territorio. Sono inoltre posticipati al 30 settembre i versamenti di tutte le entrate locali, i canoni per le aree pubbliche (Tosap), la tassa sui rifiuti (Tari), il canone sulle acque e l'imposta sulla pubblicità.

Poi l’annuncio: «Oggi abbiamo incontrato i sindaci di Vermiglio, Canazei, Campitello di Fassa, Borgo Chiese e Pieve di Bono Prezzo con i loro presidenti delle Comunità di Valle e con le forze dell’ordine. In questi comuni i dati che abbiamo negli ultimi giorni son oallarmanti: abbiamo un livello di contagio importante, ha superato la soglia critica del 2 per cento. A seguito di questo, si è deciso con le forze di polizia di intensificare in modo importante i controlli in questi Comuni. Domani ci sarà un tavolo tecnico coordinato dal Questore Cracovia per allestire un controllo massiccio in queste zone. Qui dobbiamo intensificare i controlli e fare in modo che la gente rispetti assolutamente le regole. Ci aspettiamo un irrigidimento forte dei controlli. Ma investiamo sulla patente di immunità, proprio lì inizieremo la sperimentazione dei test sierologici»

Irrigidimento dei controlli, cosa significa? Fugatti ha detto che «vuol dire che ci saranno tutte le forze dell’ordine che insieme faranno un piano di azione, per alternarsi in modo importante per far rispettare le regole, con copertura su più ore del giorno». 

Questo in aggiunta ai controlli in tutto il Trentino: «Ieri sono stati eseguiti 2832 controlli in Trentino, che hanno portato a 88 sanzioni, e 885 esercizi commerciali controllati».

Su questo - ha detto Fugatti - ringrazio i sindaci che dovranno poi gestire la comunicazione con i loro cittadini. «Da domani su questi comuni la protezione civile darà già le mascherine per tutta la popolazione. Le mascherine sono arrivate, stiamo organizzando la distribuzione, due a testa per 530 mila persone, con l’aiuto dei Vigili del Fuoco. Se vi suonano alla porta vi dico: o l’è el sindaco o l’è el vigile del fuoco, sennò non credeteci».


Il dottor Antonio Ferro, del Dipartimento Prevenzione e Sanità Pubblica della Apss, ha risposto a tente domande fatte online. 

C’è una bambina del 2015 ricoverata a Belluno? «Sì, tutto il nucleo familiare sembra positivo al virus. E’ ricoverata a Belluno, e la seguono i colleghi veneti» ha risposto il dottore.

Poi una domanda sui DPI per i medici? «Noi siamo stati fra i primi a dare kit ai medici di base, e negli ospedali kit conformi alle indicazioni della Sanità Nazionale».

E le donazioni: oltre i 5 milioni raccolti, come verranno spesi? «C’è un conto trasparente, va tutto per acquistare attrezzature mediche, e tutto è rendicontato».

Come mai a Andalo così pochi casi? «Lì ci sono stati i primi casi e siamo intervenuti in maniera feroce, abbiamo effettivamente contenuto il contagio, oggi abbiamo un valore di 1,36».

Come mai a Sover nessun caso, e pochi in Val di Cembra? «Vero, la valle è poco interessata al virus, e ci sta che ci sia un paese che non registra casi, in una situazione di bassa virulenza».

Infine un commento sul “contagio attraverso l’aria”. Ferro ha detto che «il virus è trasmesso con il droplet, con le goccioline di saliva... quindi è una stupidata che le polveri sottili lo porti in giro. il virus può fermarsi sul carrello della spesa, sicuramente è una via di contagio importante».

In Cina ci sono recidive, ma davvero c’è immunità? «La sierologia permette di vedere non il virus, ma la risposta anticorpale, guardando le immunoglobuline, quelle che danno la risposta immunitaria. In questo momento storici non sappiamo dire quanto queste immunoglobuline siano protettive verso il virus. Ipotizziamo che quello che succede con gli altri virus, succeda anche con questo. Ma è tutto da dimostrare scientificamente. Ovvio che in Cina dove hanno adottato una strategia di fortissimo contenimento, ci si aspetta che abbiano una parte di popolazione non ancora protetta. Ovvio che questi siano ancora vulnerabili ad un ritorno del virus. Da noi, invece, ci aspettiamo che vi sia una patente di immunità maggiore, e ci permette di essere più sicuri sui casi di reinfezioni, che paiono esserci ma molto molto rare» ha detto Ferro.

Ferro ha parlato poi di tamponi, visto che la gente continua a chiedere perché non si fanno a tutti, dappertutto, continuamente. 
«Stiamo cercando di mettere insieme tutta la batteria diagnostica disponibile. In questa fase è importante fare i test in doppio, nei Pronto Soccorso. Quindi test rapido, tampone e anche sierologia. Sono test sperimentale, sui quali è importante avere dati certi, il problema sono i falsi positivi, con gente che sembra positiva ma non lo è. Per i tamponi, privilegiamo gli operatori sanitari, poi le RSA dove una task force affronta la situazione; infine i soggetti positivi che per legge devono fare i 2 tamponi per essere dichiarati guariti. Per tutti gli altri, cerchiamo di dare risposte, ma bisogna valutare i casi. È una macchina complessa, ma che ha delle priorità. Mi rendo conto dell’ansia di molti che vorrebbero sapere se il loro bambino ad esempio ha il Covid perché ha la febbre... Ma se una persona oggi ha febbre oltre i 37,5, sintomi di tosse, congiuntivite, è sicuramente Covid. A questi chiediamo di stare a casa 14 giorni».

 

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