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+++ ALTRI 18 MORTI IN TRENTINO +++

Situazione sempre grave nelle Rsa, il totale arriva a 74 vittime

In terapia intensiva altri 14 posti, reparto anche a Cles

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Anche oggi la conferenza stampoa della giunta provinciale, con i vertici dell'Azienda Sanitaria, è stata un vero bollettino della situazione Covid in Trentino. Le cifre innanzitutto: il presidente Fugatti ha parlato di una situazione che resta grave. "Purtroppo la situazione è molto grave per i decessi,. Oggi registriamo 18 morti, tanti dentro la RSA. Se ne vanno i nostri nonni, quelli che hanno costruito il Trentino, portando i decessi a un totale di 74. Da parte mia, alle famiglie coinvolte vanno condoglianze e vicinanza. Ad oggi 177 sono i nuovi contagi rispetto a 214 di ieri, per un totale di 2001. Di questi nuovi casi, 102 sono accertati con il tampone e 75 senza (considerati positivi per essere stati in contatto con un positivi). I guariti sono 11 in più, ora in totale sono 90, come notizia positiva, se vogliamo, ha detto Fugatti.

L'assessore Stefania Segnana ha comunque detto che si tratta di 11 donne e 7 uomini, tutte fra i 77 ed i 92 anni. La gran parte dei decessi nelle Rsa. Poi cinque decessi sono avvenuti presso l'ospedale di Cles, uno a testa a Cavalese e Trento. "In molti di questi casi le persone avevano una situazione critica, ed il Covid non è stato il motivo scatenante". Non tutte queste persone sono morte nbelle ultime 24 ore, ma vengono conteggiate ora perché è arrivata la conferma della positività dai tamponi.

 Inoltre 1117 sono contagiati a domicilio; i ricoverati 186, di cui in terapia semiinvasiva 22, e 65 in terapia intensiva.

Fugatti ha confermato che continua l'impegno per i tamponi: insieme agli enti strumentali: "Non stiamo a diquisire dal punto di vista scientifico, ma dobbiamo dare risposte agli operatori ed a quanti sono in prima linea. Serve un po' di pazienza, perché i reagenti non sono facilmente reperibili, ma ci stiamo riuscendo. Per aumentare i tamponi, se troveremo quest esostanze a breve, daremo delle risposte. In quanto alle mascherine, continuaiamo lo sforzo per chi è in primna linea. Ne stanno arrivando, magari non a numeri importanti, ma ad esempio con l'Alto Adige c'è un accordo per il nostro personale".

In queste ore - ha detto Fugatti - si è chiuso l'accordo per il rientro dei Rumeni in Trentino al loro Paese. grazie anche all'Ambasciata.

"La tensione in alcune RSA è forte - ha detto Fugatti citando Arco, Riva, Ledro e Pergine - e noi vogliamo mettere a disposizione del personale per l'emergenza. Diamo un segno di vicinanza con queste emergenze".

La giunta sta poi studiando misure per il credito, insieme alle banche del territorio, ha detto il presidente.

La situazione dei posti letto in terapia intensiva. Il dottor Paolo Bordon, dirigente dell'Azienda Sanitaria, ha parlato dei posti letto negli ospedali. "Terapia intensiva a livello più alto, cioè gli intubati, al Santa Chiara ha 42 posti occupati su 46 disponibili; altri 4 saranno  disponibili in serata. Ma c'è un piano, con il dottor Penzo, per attivare altri 10-14 posti nel fine settimana se arriveranno i ventilatori che ci devono consegnare a ore. Saranno nell'ala Ovest del Santa Chiara. In questo momento abbiamo 50 posti sul Santa Chiara, e possiamo arrivare a 64. Abbiamo fatto un grande lavoro per la disponibilità dei medici ed infermieri. Ma poi - dice Bordon - c'è anche l'ospedale principale Covid che è  Rovereto con 27 posti attivati. In più, con dei ventilatori arrivati nel pomeriggio, anche l'ospedale di Cles aprirà 3 posti. La domanda è in crescita costante, ma abbiamo due livelli sottostanti (assistenza ventilatoria non invasiva e terapia), dove diamo assistenza anche alla Solatrix e da domani a Villa Bianca di Trento".

Supporto anche per le Rsa, spesso allo stremo come personale. Da domani due unità di infermieri andranno a lavorare alla Rsa di Arco; "Stiamo già garantendo con 10 unità l'assitenza Villa Regina. Se poi delle strutture private aprono posti Covid con proprio personale, ci alleviamno la pressione sui nostri ospedali".


La situazione RSA è stata affrontata dal dottor Nava dell'Azienda Sanitaria. "La situazione è delicata e in progressione per la mortalità. Ma dobbiamo dire che anche oggi c'è un rallentamento nel numero di infezioni (solo +8 casi, in totale 384 casi). Dopo il picco 19-20 marzo la curva del grafico ha cambiato inclinazione. Chiaro che la mortalità rallenterà successivamente, ma è chiaro che se diminuiscono le infezioni, calerà anche la mortalità".

Il dottor Bordon ha poi annunciato che anche lo chef Alfio Ghezzi si è messo a disposizione: da domani inizierà all'ospedale di Rovereto "dove ci sono persone che si stanno ammazzando di lavoro, lo chef confezionerà per loro piccoli piatti leggeri da portare in reparto, perché non hanno il tempo di andare in pausa pranzo. Poi darà il suo apporto anche ai cuochi delle mense".


Il "caso di Tione". Il dottor Ferro ha spiegato poi - dopo la domanda dei giornalisti - che non è vero che vi siano stati dei casi sospetti di polmonite anomala in gennaio a Tione. "Si trattava sicuramente di casi di influenza stagionale - gha detto Ferro - perché il virus coronavirus si è presentato più avanti. Il 3 marzo si sono verificati casi di polmoniti in pazienti provenienti da Codogno. "Prima del 25 febbraio, in Trentino non c'era circolazione virale di Covid".

Poi Ferro ha parlato anche di animali di compagnia: "Non c'è alcuna possibilità di trasmissione e contagio da parte degli animali da compagnia. State tranquilli - ha detto Ferro - che gli animali da affezione non portano il virus, assolutamente".

APPELLO AGLI INFERMIERI - Il dottor Ruscitti, a capo della Sanità Pubblica, ha fatto poi un appello. "Abbiamo bisogno di infermieri, di quelli che sono andati in pensione negli ultimi due anni: abbiamo bisogno di loro nelle RSA, e li preghiamo, come hanno fatto i medici nella scorsa settimana, di mettersi in contatto con la nostra Azienda Sanitaria, che poi li possa indirizzare alle RSA piùà bisognose".

I CASI COMUNE PER COMUNE


  

 

 

 

 

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