Più colpito il Trentino dello sci

Giudicarie, val di Sole, valli di Fiemme e Fassa: sono queste le aree più delicate dal punto di vista del contenimento del contagio da Coronavirus in Trentino. Lo ha spiegato oggi, nel corso della consueta conferenza stampa in Provincia, il dottor Antonio Ferro, capo del dipartimento di Prevenzione.

Difficile non pensare, visti i dati, a una correlazione diretta tra la diffusione così pesante del virus in quelle zone e la presenza, massiccia, degli impianti sciistici. È probabile, se non certo, che in quel famigerato weekend che precedette la chiusura delle piste, il virus abbia avuto campo libero, considerando anche l’alta presenza di turisti lombardi e veneti.



Per questo abbiamo chiesto al presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, se non sia pentito di non aver chiuso prima gli impianti stessi.

«Credo che nella gestione di una emergenza come questa - ha detto Fugatti in diretta Facebook - ogni giorno sia un giorno nuovo. Ogni giorno devi prendere delle scelte, che possono essere giuste o sbagliate, ma che di sicuro sono sempre difficili. Nessuno - ha aggiunto - può dire di non aver sbagliato nulla. Le valutazioni devono tener conto del momento in cui sono state prese quelle decisioni. In quel momento nessuno, nel nord Italia, chiuse gli impianti sciistici. Se avessimo fatto questo, probabilmente saremmo stati diversi dagli altri, ma in quella fase la situazione non era sicuramente prevedibile».

Tornando all’analisi territoriale, Ferro ha sottolineato che «la mappa ci dice che la zona ladina della val di Fassa e Fiemme c’è stata una diffusione importante del virus che cerca di espandersi. L’altro problema è rappresentato dalla val di Sole, per i contatti con la zona lombarda e per gli impianti sciistici. Ancora: le valli Giudicarie e l’Alto Garda e Ledro, anche se in questo ultimo caso il problema più grosso è concentrato all’interno delle Rsa e dal punto di vista epidemiologico è meno preoccupante».

«La Vallagarina e la valle dell’Adige tengono: percentuale e prevalenza per abitante sono inferiori a quelli di tutto il Trentino».

«Questo ci dice che l’infezione sta avanzando, speriamo di arrivare verso fine settimana al massimo della curva. Conosciamo i punti deboli, e dunque l’appello per le popolazioni della val di Fassa, di Fiemme e Sole e delle Giudicarie è di restare in casa e di non recarsi in altri territori, perché lì c’è un’endemia più alta».

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