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Un 30enne ai carabinieri:

«Voglio essere arrestato

per evitare il contagio»

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Di solito l’arresto si cerca di evitarlo. Ieri, invece, un 30enne marocchino ha dato in escandescenze facendo di tutto per essere arrestato, a suo dire per evitare il Coronavirus. Alla fine, dopo aver messo in pericolo la sua incolumità e quella dei carabinieri, l’immigrato è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale. Imputazione che si è guadagnato sul campo dopo aver tentato di forzare la porta della stazione dei carabinieri e dopo essersi gettato a terra in mezzo alla strada incurante del traffico.

L’uomo, più in preda ai fumi dell’alcol che preoccupato per il diffondersi del contagio, lunedì sera si era presentato alla Caritas quando era ormai chiusa. Le prime intemperanze, con richiesta ai carabinieri di essere portato in caserma, sono iniziate lì per poi proseguire presso il comando dell’Arma in via Barbacovi dove il marocchino era stato condotto per l’identificazione. Terminate le operazioni, il giovane si è rifiutato di lasciare la caserma chiedendo di essere arrestato poiché - a suo dire - a causa del Coronavirus, gli era impossibile tornare al suo paese . «Allontanato - si legge sul capo di imputazione - si frapponeva fra le fotocellule del cancello elettronico impedendo la chiusura». Poi l’imputato se la prendeva con la porta di ingresso, anch’essa elettrica, mettendo in mezzo i piedi per bloccare il braccio meccanico. «Più volte lo stesso veniva allontanato ma si opponeva anche tirando calci alla porta di ingresso che veniva sbattuta contro il ginocchio di un militare». Mentre i carabinieri cercavano di fermarlo, il giovane più volte si lanciava in mezzo alla strada incurante dei veicoli in transito, sbracciando e rischiando più volte di essere investito. Intercettato da un’auto dei carabinieri, il marocchino si aggrappava alla portiera, lato passeggeri, della vettura in movimento riuscendo ad aprirla. Alla fine il giovane veniva fermato e ammanettato dopo essere scivolato nel mezzo di via Piave nel tentativo di bloccare il traffico.

Alla fine il marocchino ha ottenuto quello che voleva: l’arresto. Ma la sua detenzione è durata poco: l’arresto ieri è stato convalidato, ma la procura non ha chiesto alcuna misura cautelare. L’uomo - difeso d’ufficio dall’avvocato Romina Targa - è stato quindi liberato mentre il processo a suo carico per resistenza a pubblico ufficiale è stato rinviato ad ottobre.

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