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Per gli studenti di Trento

Erasmus in isolamento

tra Netflix e Monopoly

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Bloccati nelle loro stanze. Costretti a ritardare l’avvio dei rispettivi percorsi di studio, dopo aver peraltro già trascorso intere giornate in università o passeggiando per le città che li ospitano. Con i pasti che vengono lasciati davanti alla porta delle loro camere.
Non se l’aspettavano davvero così, l’inizio del loro percorso Erasmus, Andrei Mihai Pop e Alessandro Perin, i due studenti dell’Università di Trento che in queste ore si trovano in isolamento, in Romania il primo e Polonia il secondo.

Entrambi godono di ottima salute. Ma provengono dal nord Italia: erano decollati dall’aeroporto di Orio al Serio. Tanto è bastato, alle autorità dei due Paesi, per far scattare nei loro confronti le misure precauzionali.
Non solo nei loro confronti, in verità: se Andrei Mihai sta trascorrendo questi giorni da solo in una delle stanze di uno studentato di Cluj, nel nordovest della Romania, quantomeno Alessandro Perin ad Opole è in compagnia: «Siamo in quarantena in quattro: oltre a me ci sono due studenti dell’università di Parma ed un ragazzo francese. Tutti assieme, perché tutti proveniamo dal nord Italia. L’università ci ha messo a disposizione anche giochi in scatola, ora stiamo giocando a Monopoly».

Non sono abbattuti più di tanto, Andrei e Alessandro. Assistiti e seguiti dalle università che li ospitano ed in costante contatto con l’Ateneo trentino, dispongono - come si suol dire - di tutti i comfort. Certo, sono però amareggiati «più che altro per l’impossibilità di poterci calare da subito nel contesto in cui trascorreremo i prossimi mesi», spiegano all’unisono. E perplessi, sull’utilità delle misure adottate «più che altro in virtù di un allarmismo eccessivo. E senza troppo senso», aggiungono anche in questo caso entrambi, con riflessioni che si ricalcano.
Sì, perché tanto Andrei che Alessandro sono stati posti in isolamento dopo aver regolarmente trascorso qualche giorno nelle rispettive università di destinazione e nelle rispettive città che li ospitano.
Andrei Mihai Pop ha 22 anni e si trova a Cluj.

A Trento studia Giurisprudenza. Di origine romena, vive ad Asolo, in provincia di Treviso. Ed era arrivato in Romania giovedì scorso, il 20 febbraio: «Solo lunedì 24 sono stato informato dall’università che le autorità romene avevano disposto il mio isolamento, in quanto italiano proveniente dalle regioni del nord. Hanno spostato il mio compagno di stanza ed eccomi qua».

Alessandro Perin ha 21 anni e a Trento studia ingegneria ambientale. Vive a Colceresa, nel Vicentino, tra Breganze e Marostica. È atterrato a Wroclaw venerdì 21, ha trascorso due notte nella città polacca e poi si è trasferito a Opole, ad un’ora e mezza di macchina più a sud, dove ha sede l’University of Technology. «Sono arrivato qui domenica sera. Fino a martedì mattina tutto era andato come da programmi, avevo iniziato la “welcome week”. Poi, l’università ha comunicato a me e agli altri ragazzi che avremmo dovuto stare in isolamento. Ci hanno detto che il periodo di 14 giorni è stato calcolato a partire da venerdì 21 febbraio».

Andrei Mihai, invece, ancora non ha capito se la sua quarantena sia scattata giovedì scorso o lunedì: «Spero mi facciano sapere al più presto e che inizino il conteggio dal 20 febbraio: ho la connessione internet, ho Netflix, i professori mi hanno già fatto avere dei testi ed ho con me qualche libro, ma riempire le giornate in una stanza non è facile. La cosa che fa sorridere è che sono al mio secondo Erasmus e dopo la Gran Bretagna avevo scelto la Romania proprio per scoprire di più delle mie radici: sono di Baia Mare, a due ore da qui, ed in Romania finora ero sempre e solo venuto per trovare i nonni. Vedermi isolato nella mia terra d’origine è senza dubbio curioso».
Il loro caso è stato preso a cuore anche a livello nazionale: nella giornata di ieri - oltre alle consuete chiamate dall’università di Trento - hanno ricevuto le telefonate tanto del ministro degli Esteri Luigi Di Maio che del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro: «Seguiamo con la massima attenzione il caso dei due studenti dell’Università di Trento in quarantena, che stavano partecipando al programma Erasmus in Romania e in Polonia», ha spiegato in una nota Di Maio: «Li supporteremo con ogni mezzo e in ogni modo. Abbiamo già attivato la nostra unità di crisi e le ambasciate sono in continuo contatto con le autorità locali. Li abbiamo contattati e sentiti sereni, consapevoli della particolarità della situazione a livello internazionale e determinati a proseguire il loro percorso di studi all’estero».
«Ho voluto assicurarmi personalmente che gli studenti dell’Ateneo trentino in Polonia e Romania stiano bene», ha aggiunto Fraccaro: «Sanno di poter contare sulla vicinanza e sul sostegno del Governo, a tal proposito il Ministero degli Esteri ha già attivato l’unità di crisi. Resterò in contatto diretto con loro per fornire loro tutta l’assistenza di cui hanno bisogno. Garantiamo massimo impegno per tutti i cittadini che si trovano all’estero».

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