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PRIMO CASO DI VIRUS IN TRENTINO

Tre turisti lombardi positivi

in corso il trasferimento a Milano

"Erano in appartamento, no rischi per i trentini". Ma la località resta segreta

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Il presidente Fugatti ha annunciato oggi pomeriggio che tre persone di una famiglia lombarda (in tutto erano in 4), arrivata in Trentino venerdì, sono risultate positive al virus. In queste ore sono stati trasferiti con ambulanze attrezzate in un ospedale specializzato in Lombardia.
Per il presidente Fugatti “Il rischio è minimale” e “alloggiavano in un appartamento, ma non in albergo”. Si tratta invece di una «casa vacanze» che alloggia gruppi, gite scolastiche e famiglie, con circa 40 posti letto.

Per il dottor Benetollo dell’Azienda Sanitaria “si tratta solo di sintomi influenzali, non sono da rianimazione, ma presentavano solo un po’ di febbre”.

Fugatti ha spiegato che le persone sono state raggiunte da un SMS di allarme, e la zona è stata messa in sicurezza.

Al tavolo anche l’assessore alla salute, Stefania Segnana, che però non ha mai preso la parola. Alla conferenza stampa anche il dottor Ruscitti e il dottor Benetollo, dell’Azienda Sanitaria. “Il dato positivo è che al momento non c’è nessun residente trentino infetto; si tratta di un caso di non residenti, è quindi un caso importato, con contatto di poche ore. Non pensiamo che questo caso sia pericoloso: on erano in hotel e non hanno frequentato luoghi pubblici. Inoltre l’allarme è stato immediato: i turisti sono arrivati venerdì sera - ha detto Benetollo - e sabato mattina hanno contattato la guardia medica, che immediatamente ha attivato i protocolli. Si trattava di leggero malessere, ma come chiesto anche dai sindaci lombardi, si è deciso di fare il trasferimnto a Milano”.

Il dottor Ferro, responsabile della sanità pubblica, ha spiegato che “Non è cambiata l’allerta in Trentino. Abbiamo centinaia di chiamate al 112, ma ricordiamo che i canali dell’emergenza non vanno usati per il panico mediatico, ma solo per fatti concreti. Non è che uno che è solo passato in auto per Padova (è il caso di una telefonata di 1 ora fa) può pretendere di fare i tamponi. Il sistema trentino sta rispondendo molto bene. Il problema adesso sono le regioni limitrofe”.

Il dottor Ferro ha ricordato che “Abbiamo un forte afflusso turistico dalle regioni vicine; chiaro che se queste persone - nei loro Comuni - sono sottoposte a quarantena, lo devono essere anche qui da noi”.
Si è parlato anche di Carnevale: “Abbiamo preso delle misure ad hoc. Al momento non abbiamo bisogno di bloccare le manifestazioni all’aperto, ma abbiamo chiesto di bloccare quelle indoor. Ma è chiaro che dobbiamo tenere sott’occhio la situazione epidemiologica. Chiaro che in questo momento se vi sono degli assembramenti con persone provenienti da fuori, dobbiamo stare attenti a persone con magari tosse o raffreddore”.
Per Ferro “Abbiamo fatto un grande lavoro con la comunità cinese; abbiamo intercettato credo il 99,9 per cento di quelli in arrivo. Adesso dobbiamo marcare stretto i turisti provenienti dalle aree infettate, e che dovrebbero tornare a casa subito. Non mi sento di escludere che vi sarà qualche altro caso, ma l’importante è essere pronti al contenimento. Comunque è una sindrome influenzale, non è che tutti i soggetti positivi finiscono in rianimazione”.
Fugatti ha concluso dicendo che dopo aver incontrato i sindaci, domani sarà la volta delle case di riposo, poi medici di medicina generale, poi con i Vigili del Fuoco per spiegare come si muove la Provincia e per prefigurare gli scenari futuri.
La conferenza stampa è stata trasmessa in diretta sulla pagina Facebook della Provincia. Centinaia i commenti che chiedono in diretta “DITECI LA ZONA”. Ma su questo non c’è stata alcuna risposta se non in un successivo coimunicato diramato alle 21,35. I turisti erano alloggiati a Fai della Paganella.

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IL COMUNICATO STAMPA UFFICIALE DELLA GIUNTA PROVINCIALE - Nel tardo pomeriggio di oggi il presidente della Provincia autonoma di Trento, alcuni assessori della Giunta provinciale e i dirigenti della task force predisposta per monitorare la situazione rispetto all’emergenza coronavirus hanno fatto il punto della situazione. Si conferma che ad oggi non ci sono persone residenti in Trentino contagiate. La novità riguarda una famiglia di 3 persone presente in Trentino da venerdì e proveniente dai comuni lombardi interessati al fenomeno. Tutte e 3 sono risultate positive. Sabato hanno contattato una guardia medica la quale seguendo i protocolli li ha visitati. Le successive analisi, che dovranno essere confermate dall’Istituto Spallanzani di Roma, hanno dato esito positivo. Presentano sintomi leggeri, tipo raffreddore o lieve influenza.
“Grazie agli accordi presi con la Lombardia – ha spiegato il presidente della Provincia – le tre persone sono già tornate nel comune lombardo di residenza. La famiglia era in un appartamento privato e dalle notizie che stiamo assumendo e verificando i contatti con l’esterno sono stati del tutto minimali. Sono rientrati in Lombardia perché loro stessi lo hanno voluto. Siamo in contatto – ha aggiunto - con le strutture ricettive per avere segnalazioni di eventuali presenze di persone provenienti dalle zone cosiddette rosse, dove si è diffuso il virus”.
Fra le novità di oggi, la decisione di intensificare l’igienizzazione dei mezzi di trasporto pubblico e la chiusura dell’Università, concordata con il Rettorato, per tutta la settimana. Domani si valuterà se prolungare la chiusura di scuole, asili e nidi, chiusi fino a martedì, anche per il resto della settimana.
Il presidente ha ringraziato tutti gli operatori sanitari del Trentino. “L’attenzione è tanta e le richieste che ricevono comportano grande impegno e responsabilità”.
Domani ci sarà un incontro con quanti lavorano nelle case di riposo, con gli infermieri e con vigili del fuoco per spiegare come si sta muovendo la Provincia.

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