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Il questore Garramone lascia Trento, per lui l'Aquila della Provincia: "State attenti alla mafia"

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AGF Paolo Pedrotti @ladige

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Il questore Giuseppe Garramone, alla vigilia della sua partenza per Roma dove svolgerà un nuovo incarico, ha ricevuto il sigillo della Provincia autonoma di Trento dal presidente Maurizio Fugatti. Alla cerimonia di consegna dell’Aquila di San Venceslao ha partecipato anche il commissario del Governo, Sandro Lombardi.

Garramone ha espresso «gratitudine per un riconoscimento che mi emoziona e mi commuove. Lascio Trento, con una velata malinconia e tristezza. Abbiamo lavorato strettamente con tutte le istituzioni, in modo particolare con la Provincia», ha detto Garramone. Il questore ha poi sottolineato come la concessione degli alloggi «ha una ricaduta importantissima sulla sicurezza.
Trento è la città dove l’età media degli agenti è la più alta d’Italia ed i nuovi arrivi, non essendoci alloggi disponibili e con un alto costo della vita, facevano domanda di trasferimento.
Che ora la Provincia abbia trovato soluzione a questo enorme problema ha dato un riscontro immediato. Qualcuno è già arrivato a altri 23 agenti arriveranno nel mese di aprile grazie agli alloggi messi a disposizione. Trento è un unicum in Italia, non esiste altra regione in cui siano stati concessi alloggi da amministrazioni locali. Il Trentino deve essere fiero di questa unicità», ha aggiunto Garramone.

Il questore ha fatto riferimento anche all’imminente incremento della parte informatica sulle volanti e ha annunciato il completamento della nuova palazzina adiacente alla questura, che sarà il front office per i rapporti con il pubblico, entro aprile o maggio.

Infine, in alcune interviste, ha ricordato che il Trentino è ancora una terra civile e sicura. Ma non ha mancato di suggerire attenzione al fenomeno delle infiltrazioni mafiose nell’economia della nostra provincia.

Immediata la reazione dei sindacatoi: «In Trentino - affermano - ci sono segnali preoccupanti riguardo il rischio di infiltrazioni mafiose nel tessuto economico. Esistono sicuramente dei segmenti maggiormente esposti all’attenzione degli interessi economici di organizzazioni criminali legate per esempio alla ‘ndrangheta, come l’edilizia e il porfido su cui si è concentrata in passato l’attenzione delle forze dell’ordine e della magistratura e che anche noi come sindacati teniamo monitorata». Cgil, Cisl e Uil si ritrovano nelle parole espresse dal questore Giuseppe Garramone quando afferma che è difficile pensare ad un territorio ricco come la nostra provincia, che resti lontano dagli appetiti della malavita organizzata.

«Quanto afferma il questore è assolutamente condivisibile e ci mette di fronte alla necessità di tenere alta l’attenzione su queste questioni - dicono i tre segretari Manuela Faggioni, Michele Bezzi e Walter Alotti in una nota -. Situazioni di complessità economica, ma anche di difficoltà di accesso al credito possono spingere anche alcune realtà del nostro territorio a cadere nella rete di organizzazioni mafiose, molto attente a cogliere spazi in cui inserirsi per realizzare i loro traffici. Una dinamica pericolosa che per la nostra economia e per il mondo del lavoro che da queste situazioni non ha alcun vantaggio da trarre, anzi».

Cgil Cisl Uil, dunque, rilanciano la necessità di rafforzare i controlli ispettivi per prevenire il radicamento di situazioni illecite. «Per quanto ci riguarda siamo pronti a collaborare con le istituzioni provinciali e con il nuovo questore per contrastare questi fenomeni e chiediamo fin da subito la convocazione di un tavolo di lavoro su questi temi». Infine i tre sindacati ringraziano il questore Garramone per il lavoro svolto a Trento.

Nella foto: il Questore dott. Garramone con il Direttore dell'Adige, Dott. Alberto Faustini, durante la visita alla nostra redazione.

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