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Picchiata, legata e violentata

anche se era incinta:

4 anni e 8 mesi al marito "padrone"

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Viene da un altro Paese, ma sembra venire da un altro mondo, la vicenda approdata ieri a Rovereto davanti al giudice per l’udienza preliminare Mariateresa Dieni. Perché di maltrattamenti in famiglia purtroppo i tribunali sono pieni, ma in questo caso - per lo meno secondo l’accusa - c’era di tutto. Botte, vessazioni, ma pure violenza sessuale ripetuta, obbligo di restare senza vestiti, legata. E ancora, senza cibo. Anche se era incinta.

Un’odissea, finita quando i vicini sono intervenuti perché chiamati dalla figlia spaventata. Solo il ricovero in ospedale ha messo fine alle angherie, nonostante le infinite pressioni su di lei, a partire dal suocero, accorso in Italia per farsi garante di un cambiamento nel figlio, che la donna stava pure per accettare, perché così le hanno insegnato a fare fin da bambina. Per fortuna la vicenda giudiziaria era troppo in là: ci ha pensato la procura ad intervenire tempestivamente. Prima la misura cautelare in carcere, poi la richiesta di rinvio a giudizio. Ieri il processo, con rito abbreviato, e la condanna pesante: 4 anni e 8 mesi.
La storia vede come protagonisti un uomo e una donna, originari del Burkina Faso.

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