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Case di riposo, la Provincia

dà il via libera agli aumenti:

rette oltre i 48 euro al giorno

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La Provincia, con una deliberazione a firma di Stefania Segnana (Lega), assessore alla salute, dà il via libera all’aumento delle rette alberghiere delle Residenze sanitarie assistenziali (le Case di riposo). L’aumento non sarà indiscriminato, visto che lo potranno apportare solo quelle Rsa che hanno un costo per l’utente (la retta alberghiera, appunto) inferiore alla media ponderata del 2019 (47,63 euro al giorno). Per quelle che invece hanno un costo superiore a quello medio ponderato del 2019, resta la possibilità, stabilita sempre dalla deliberazione dell’assessore Segnana, di un aumento pari all’inflazione di novembre che si ferma allo 0,1%.

«Apprendiamo con favore la decisione della giunta provinciale di consentire l’aumento alle Rsa che hanno una retta alberghiera al di sotto di quella media - commenta Francesca Parolari, presidente di Upipa, l’associazione che riunisce la maggior parte delle Aziende per i servizi alla persona - Si tratta di una richiesta che già l’anno scorso, quando la giunta aveva deciso di congelare le tariffe, era arrivata da alcuni consigli di amministrazione delle Aziende per la persona». Alla luce dei costi che aumentanto sempre di più e dei servizi richiesti dagli anziani residenti, l’aumento viene considerato essenziale per poter dare ossigeno alle finanze delle Case di riposo. Resta un po’ l’amaro in bocca per la scelta della Provincia di aver consentito un aumento delle tariffe per le Rsa che hanno una retta alberghiera sopra la media per una percentuale pari solo allo 0,1%.

«Prima o poi occorrerà rivedere l’entità delle rette alberghiere in generale - afferma Parolari - o aumentare la quota di contribuzione, anche perché quelle sopra la media sono ferme da anni». Le strutture che avrebbero bisogno di aumentare le rette sono circa dieci, la decisione vera e propria arriverà solo nei consigli di amministrazione da qui a fine anno delle Aziende per i servizi alla persona interessate. Gli aumenti, spiegano da Upipa, se ci saranno, verranno contenuti in un euro o poco più al giorno.
Parolari, poi, mette in evidenza anche un altro problema «che la giunta in questi mesi sta minimizzando» ossia quello della necessità di intervenire con «maggior incisività sul tema della non autosufficienza. Noi abbiamo tante persone che chiamano le nostre strutture per trovare un posto al loro caro. E anche i posti a pagamento, che costano 120 euro al giorno in alcuni casi, sono tutti pieni. Lo Spazio Argento può servire sul medio periodo, ma l’emergenza è adesso e occorre pensare a strumenti più incisivi».

Per ora, la Provincia ha dato il via libera agli aumenti che, potenzialmente, sono applicabili da circa la metà delle Case di riposo. «Nel 2020 - si legge nella delibera della Provincia - le Rsa che hanno una retta alberghiera base 2019 inferiore alla media ponderata delle rette alberghiere base 2019 (47,63 euro) possono aumentare la retta fino al valore della media ponderata 2019». Per quanto riguarda «gli altri enti gestori», essi possono «adeguare l’importo della retta applicando l’indice dei prezzi al consumo utilizzato dall’Istat per le rivalutazioni monetarie (Foi) pari allo 0,1% (periodo novembre 2019 - variazione percentuale rispetto allo stesso mese dell’anno precedente)» chiarisce la Provincia.
Nella decisione della Provincia, si indicano anche le altre novità relative al 2020. Tra le altre, l’aumento di 4 posti letto base nella comunità della val di Non, tenuto conto che l’offerta di posti letto convenzionati in quel territorio è la più bassa della provincia, se rapportata alla popolazione anziana (75 anni e più). I nuovi posti convenzionati sono così distribuiti: 2 posti letto base presso l’Apsp di Cles; 2 posti letto base presso l’Apsp di Predaia. In totale i posti letto nel 2020 saranno 4.596, di cui 4.131 posti letto base.

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