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I mercatini di Natale sono salvi

Per Carollo un nuovo ko al Tar

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I mercatini di Natale sono salvi. Il Comune di Trento e l’Apt incassano infatti anche il secondo round nel contenzioso davanti al Tar, che ieri ha respinto la richiesta di Agostino Carollo di sospensione dell’autorizzazione di occupazione del suolo pubblico rilasciata all’Azienda per il turismo Trento.

Ma la partita con il titolare roveretano della Everness, assistito dall’avvocato Davide Lo Presti, non è chiusa. I giudici amministrativi, infatti, che lo scorso 21 novembre avevano già respinto la richiesta di sospensiva del provvedimento con cui era stata respinta la sua richiesta di occupare piazza Fiera e piazza Cesare Battisti, dovranno ora pronunciarsi nel merito. Le udienze, però, si terranno sicuramente l’anno prossimo (a gennaio o febbraio, ma la data non è stata ancora fissata) e, pertanto, la decisione arriverà a casette ormai smontate. Dunque, anche qualora i giudici del Tar dovessero ritenere che il ricorso di Carollo sia fondato, la “vittoria” potrebbe al massimo prevedere un risarcimento per l’imprenditore, che ha chiesto mezzo milione di euro.

Il ricorso presentato da Carollo aveva tenuto Comune e Apt con il fiato sospeso, visto che la prima decisione era attesa proprio alla vigilia dell’inaugurazione del Mercatino di Trento, che ogni anno attira in città mezzo milione di visitatori. Come noto, la scorsa udienza, il collegio presieduto dalla giudice Roberta Vigotti, aveva deciso di esaminare le due richieste di sospensiva - il “no” del Comune a Carollo e l’autorizzazione all’Apt, impugnata con motivi aggiunti - in due separate udienze.

Al termine della camera di consiglio di ieri, però, il responso non è cambiato ed ha messo definitivamente al riparo l’edizione 2019 dei Mercatini da possibili colpi di scena, visto che la sospensione della concessione rilasciata all’Apt avrebbe bloccato manifestazione. Anche in questo caso, infatti, il collegio ha respinto al richiesta di sospensiva.  
«La ricorrente - ricordano i giudici - censura in generale la violazione della normativa a tutela della concorrenza per il favor che sarebbe stato manifestato, con la concessione di suolo pubblico, nei confronti di Apt, sostenendo la non validità della domanda presentata dall’Azienda, alla quale non sarebbe neppure consentita l’organizzazione di eventi».

Ma in questa fase, valutando il cosiddetto “fumus”, ovvero un giudizio positivo sommario sulla fondatezza del ricorso, i giudici hanno ritenuto di non accogliere la richiesta di sospensiva, «atteso - scrivono - che l’inoppugnabilità che pare connotare il diniego di occupazione del suolo pubblico opposto alla ricorrente è suscettibile di influire negativamente sulla ammissibilità dello stesso ricorso per motivi aggiunti, in quanto nessuna utilità trarrebbe la ricorrente dall’annullamento della concessione di suolo pubblico ad Apt».
Carollo è stato anche condannato a pagare le spese di giudizio, quantificate in 500 euro per ciascuna.

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