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Tutela ambientale:

la priorità della Sat

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Ripartire dai valori della Sat, concentrandosi in particolare sulla tutela dell’ambiente montano, minacciato dai cambiamenti climatici ma anche da un «utilizzo» meno convenzionale. La presidente dei satini trentini Anna Facchini, a margine dell’assise dal titolo «La frequentazione della montagna», momento conclusivo del 125° Congresso Sat, traccia così il punto da cui ripartire.

«Parlare di cambiamento non vuol dire staccarsi dai valori tradizionali. Ma avviare un processo che permetta un cambio di priorità sì. Costruendo in primo luogo una maggior consapevolezza del valore che il nostro ambiente naturale rappresenta per tutto il Trentino», spiega la numero uno della Sat. Che in merito ai temi più discussi, come Translagorai, Serodoli, concerti in quota e progetti infrastrutturali, aggiunge: «crediamo che uno sviluppo inteso solo in senso quantitativo faccia perdere il senso del valore, della qualità, del nostro essere sui territori di montagna».

Per costruire la Sat del futuro, però, ha sottolineato nella sua relazione la vicepresidente Elena Guella, serve la partecipazione di tutti. «Siamo in tanti (26.800 gli iscritti, ndr), è vero. Ognuno con le proprie abitudini, sensibilità, cultura. Ma crediamo che il confronto che abbiamo avviato, fatto di incontri intersezionali, tavoli di lavoro e assemblee plenarie, possa - in virtù del forte senso di attaccamento al nostro statuto - dare avvio a un processo culturale che, partendo dai soci, possa potenzialmente coinvolgere l’intera comunità trentina». A patto che la Sat, che forse per la prima volta ha fatto suoi termini come brand, dirette facebook e newsletter, comunichi meglio le sue attività. «La Sat deve parlare a tutto il territorio. Alla politica, ai giovani, alle comunità, ai turisti. E per farlo deve saper usare anche linguaggi comunicativi diversi, se vuole continuare a valorizzare i contenuti e gli ideali che rappresenta: una responsabilità gigantesca, ma anche una grande opportunità», ha detto Mauro Paissan nel suo intervento «Comunicare la Sat: ieri, oggi...e domani».

La palla è passata poi a Geremia Gios, che - parlando di «Bilancio Sociale e il contributo dei soci» - ha stimato in circa 16,5 milioni di euro il valore dell’attività svolta dalla sola Commissione sentieri della Sat. «In altri termini - illustra Gios - ogni euro del costo equivalente dell’attività dei volontari produce un aumento diretto del benessere degli escursionisti di circa 11 euro. Si calcola che nel solo 2018, considerando i lavori di pulizia, mappatura e sistemazione della rete sentieristica trentina (oltre mille gli itinerari, per una lunghezza di oltre 5.500 km, ndr), i benefici che derivano dalla presenza dei volontari (996 quelli coinvolti e 2.535 interventi, ndr) e il valore del lavorare assieme, collante indispensabile di una comunità, si sia raggiunto un vantaggio a favore dell’intera collettività pari a un milione e 532 mila euro». E questo senza contare l’impegno delle altre commissioni, da quella culturale a quella che si occupa di inclusione sociale. Un grande patrimonio di valori ed esperienze che dopo un secolo e mezzo di storia continua a guardare avanti. Ma soprattutto in alto. Excelsior.

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