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Assegno unico al via

tra tante incertezze

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Domande per l’assegno unico, si parte. Dopo vari slittamenti e pesanti accuse dei sindacati contro la Provincia.
Colpevole, a loro avviso, di aver gestito con troppa leggerezza l’intera partita. Si rischia il caos per la scarsa chiarezza su come si possono combinare gli aiuti della Provincia e quelli nazionali.

SOSTEGNO, A CHI È RIVOLTO

Il sostegno al reddito è destinato alle famiglie residenti in Trentino in cui siano presenti figli minori, soggetti invalidi o a basso reddito, che in questo modo vengono supportati economicamente con varie misure. Sono circa 40mila i nuclei familiari che oggi hanno diritto ad un aiuto. Si conferma il giro di vite introdotto dalla nuova giunta rispetto alle regole precedenti: il requisito di residenza in Italia da almeno 10 anni e in Trentino da almeno tre. Maggiore severità è stata annunciata anche in materia di controlli sull’ottemperanza all’obbligo dei beneficiari di essere iscritti alle liste di collocamento e di frequentare i corsi obbligatori di formazione organizzati dall’Agenzia del lavoro.

COME PRESENTARE LA DOMANDA

È necessario preliminarmente aver aggiornato il proprio Icef, l’indicatore del reddito e patrimonio del nucleo familiare. Per questa operazione basterà rivolgersi a un Caf. In questo caso l’Icef sarà calcolato tenendo conto dei redditi e del patrimonio relativi all’anno 2018 di tutti i componenti della famiglia.

I TEMPI

Per le domande presentate entro il 28 febbraio, l’Assegno Unico Provinciale decorrerà dal primo gennaio, se il nucleo familiare è in possesso di tutti i requisiti per l’accesso all’assegno a tale data.

ASSEGNO UNICO, COME FUNZIONA

Nel dettaglio, l’assegno si suddivide in due fasce. Nella prima, la quota A, l’integrazione del reddito riguarda le famiglie con Icef più basso. Abbiamo poi le quote B1 e B2, rivolte ai nuclei con figli minori. Gli importi variano ovviamente in misura inversa all’aumento degli indicatori di reddito delle famiglie. L’assegno B1 e B2 oltre a un’erogazione monetaria diretta comprende una parte che è vincolata alla fruizione di servizi mensa e trasporti scolastici.
Un’altra voce, per chi ha figli piccoli, concerne il rimborso della «quota nido» per bambini iscritti agli asili provinciali, comunali o privati convenzionati. Il bonus asilo nido è rivolto alle famiglie con Icef fino a 0,40. Vi è infine una quota B3 riservata alle famiglie con componenti che già beneficiano di indennità di invalidità civile. Quest’anno ci sarà la possibilità di richiedere le quote a sostegno dei figli e degli invalidi fino al 31 marzo dell’anno successivo alla presentazione della domanda di assegno unico provinciale.

LE NOVITÀ PER IL 2020

Per poter accedere all’Assegno Unico Provinciale bisogna essere residenti in Italia da almeno 10 anni. Parallelamente, viene richiesta anche la residenza in Trentino da almeno tre anni. Coordinamento con il Reddito di Cittadinanza: la quota A dell’Assegno Unico Provinciale e il Reddito di Cittadinanza non sono cumulabili. Se un nucleo familiare ha diritto al Reddito di Cittadinanza, la quota A dell’Assegno Unico Provinciale verrà decurtata dell’importo del Reddito di Cittadinanza in godimento. Arriva poi il “Voucher sportivo”: è stata inserita questa misura che consente di ottenere un “bonus” per ciascun figlio minorenne di almeno 8 anni per lo svolgimento di attività sportiva in associazioni/società sportive del Coni o del Cip (Comitato Italiano Paralimpico).

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