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Addio a Toni «Paletta»

Mitico batterista funky

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È stato trovato morto martedì sera in casa sua, probabilmente vittima di un malore, Antonio Virgillito per tutti «Toni Paletta». Aveva 61 anni ed era un figo di batterista, che ha fatto la storia della musica in Trentino e adesso suona in Cielo insieme agli altri - da Dino Panato  Paolo Anesi «Pajo», a Giulio Marino «Paia» - in una jam session da paura.
Toni aveva la musica nel sangue, e dev’essere stato un DNA di famiglia perché anche i suoi fratelli (Gianci e Pino) hanno fatto onore alla musica fin dai tempi dei Britanni, negli anni Sessanta.

«Come musicista era fantastico. E come persona era squisito» ricorda Charley Deanesi, che con lui ha suonato tantissimo. «Toni ha suonato tantissimi anni con me nella band “Gitone & Friends”, il leader era il Gitone, c’eravamo io e Toni, con Carlo Grasselli, Claudio Decarli alle tastiere e Carlo Stanghellini alla chitarra. Anni favolosi».

Poi l’irruzione del funk, dove Toni Paletta dava il meglio con il suo suono compatto e preciso, un «gran tiro» perfetto per il genere: la formazione si chiamava «Big Fun» e con Tony e Charley c’erano Edo Bordignon, Carlo Grasselli e Giulio Marino «Paia». Per Deanesi un ricordo storico: «Fu il primo gruppo a suonare allo stadio Briamasco, nel 1978, era la prima volta che lo concedevano. Il pubblico doveva stare sugli spalti, e il gruppo nella mezzaluna, per non toccare il prato. Poi fu sdoganato lo stadio. Ma i primi erano stati i Big Fun».

Alberto «Albi» Masella, lo ricorda con affetto: «Per un bassista come me, avere un batterista come lui era un sogno: aveva un groove pazzesco, che ho trovato in pochi musicisti. E umanamente era un grande. Ci siamo trovati anche un paio di anni fa a suonare, con Giuliano Cramerotti alla chitarra e Daldoss alle tastiere, era sempre disponibile».

Tutti ricordano soprattutto la sua sala prove, a Martignano: «Era sempre a disposizione di tutti, si suonava e chiunque era il benvenuto. L’ho visto tante volte lasciare la batteria a un altro, senza gelosie, e a Trento non capitava spesso» racconta Charley Deanesi. «Dopo i Big Fun ha collaborato con tanti, andò in tournée in Giappone con Giorgio Anesi, il fratello del Pajo. Poi ha suonato spesso per Goran Kuzminac, erano amici. Dalla sua sala prove sono passati tantissimi musicisti italiani, ed anche stranieri. Non era una sala prove, era una fucina di musica e di cultura».

Nel Duemila era di nuovo in pista, sei anni con i «Ducktails» fra rock’n’roll e rockabilly, nella versione trio con Mike Buttiglieri e Giovanni Betti: «Una cosa da dire è che ha suonato tutti i generi, dal jazz al rock.... anche con noi, sapevamo che non era il suo genere ma in pochissimo tempo era in linea con il sound, questo vuol dire che era un grande» ricorda Giovanni «Johnny» Betti.

Da qualche tempo non stava bene, ed usciva poco. Una delle ultime volte era stato per il funerale di Paolo Anesi «Pajo». Toni era entrato nella chiesa affollata, in silenzio, fino alla bara. Lì aveva tirato fuori un paio di bacchette da batteria, e le aveva attaccate con lo scotch al cofano. E poi se n’era andato con un ultimo saluto.

I funerali di Toni si svolgeranno oggi alle ore 16 al Cimitero di Trento.

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