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Sul lavoro 8 morti e 12 feriti gravi

Finora più vittime dell'intero 2018

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Oggi è la sessantanovesima giornata per le vittime degli incidenti sul lavoro promossa dall'Anmil, l'Associazione nazionale fra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro. Dal periodico monitoraggio dell'Anmil sugli infortuni, aggiornato ai primi di ottobre, emerge che i morti sul lavoro in Trentino in nove mesi sono 8, rispetto ai 7 dell'intero 2018, e i feriti gravi sono 12. I dati Inail, aggiornati ad agosto, parlavano di 5.323 infortuni, in leggero calo, e 7 vittime, in aumento. «Continua lo stillicidio di infortuni sul lavoro. Anche mercoledì in Trentino due gravi incidenti, uno ad un operaio in un cantiere, l'altro ad un boscaiolo in una foresta - sottolinea il segretario della Uil Walter Alotti - C'è bisogno di una formazione e di un'informazione più capillari. In alcune realtà lavorative, infatti, non sempre si ha conoscenza delle leggi né consapevolezza degli strumenti a disposizione per realizzare una vera ed efficace prevenzione».

Ma per Alotti «bisogna aumentare i controlli e prevedere anche un inasprimento delle sanzioni. La Uil del Trentino ha recentemente proposto che gli ispettori, il cui numero va incrementato, siano messi in condizione di intervenire, al di fuori dei canonici giorni e orari di lavoro della passata società industriale fordista, durante l'arco orario di tutta la giornata, notte compresa, e addirittura con maggior frequenza nei giorni festivi, in quei settori (commercio, turismo, agricoltura), dove sono sempre più ordinari giorni di lavoro».

«Lanciamo inoltre una proposta nuova - prosegue il segretario della Uil - che riguarda l'utilizzo, oltre all'Arma dei Carabinieri e ai tecnici dell'Azienda sanitaria, di nuclei specialistici della Polizia municipalizzata, per una maggiore vigilanza nei cantieri edili urbani e comunali, e la discesa in campo, nel settore agricolo e forestale alla luce anche del disastro Vaia, di nuclei specializzati del Corpo forestale provinciale. Sarebbe più facile per i forestali e utile alla comunità trentina la verifica delle modalità di lavoro degli operai e tecnici forestali che stanno operando nei nostri boschi sinistrati, piuttosto che mandarli alla ricerca di M49. La presenza di questi nuovi soggetti avrebbe una capacità deterrente maggiore sul versante della sicurezza sul lavoro e comporterebbe una maggiore attenzione da parte di tutti gli attori in campo: aziende, lavoratori, enti pubblici, opinione pubblica. Nessuno può esimersi dal lavorare per evitare che qualcuno perda la vita».

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