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Not: un "conto" da 236mila euro

Nei guai Dellai, otto ex assessori

e anche De Col, Ferrario e Flor

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Il "pasticcio" amministrativo del Not - il Nuovo ospedale Trentino, progetto appaltato, aggiudicato e poi cancellato dalla Provincia - continua a far parlare di sé. L'ultima novità è il «conto» recapitato dalla procura regionale della Corte dei conti ai membri della giunta guidata dal presidente della Provincia Lorenzo Dellai che nel 2012 varò la commissione di gara. Inviti a dedurre, in cui si ipotizza un danno erariale complessivo pari a 236.609 euro, sono stati inviati all'ex governatore e agli assessori dell'epoca Alberto Pacher, Marta Dalmaso, Mauro Gilmozzi, Lia Giovanazzi Beltrami, Tiziano Mellarini, Alessandro Olivi, Franco Panizza e Ugo Rossi.

Il medesimo invito a dedurre il procuratore regionale Marcovalerio Pozzato e il suo vice Giuseppe Teti lo hanno spedito anche a Raffaele De Col e a Livia Ferrario (entrambi dirigenti generali della Provincia) e a Luciano Flor (all'epoca direttore generale dell'Azienda sanitaria di Trento). Il danno sarebbe relativo al disservizio patito dalla Provincia per organizzare un appalto di grande complessità come il Not nominando una commissione tecnica palesemente illegittima. Un ulteriore danno sarebbe relativo alle ingenti spese legali sostenute dalla Provincia per difendersi davanti al Tar prima e al Consiglio di Stato poi.

L'indagine della procura contabile prende le mosse da una delibera approvata 7 anni fa: è la 1984 del 21 settembre del 2012. L'oggetto era la procedura per l'affidamento del contratto di costruzione e gestione del Nuovo polo ospedaliero da realizzare in via Al Desert. La delibera nominava anche la commissione tecnica per la valutazione delle offerte in cui entrarono De Col (presidente) insieme a Flor e Ferrario.


Quello che appare come un banale passaggio amministrativo, si rivelerà invece foriero di guai e di problemi. L'esito della gara d'appalto divenne infatti terreno di un aspro conflitto amministrativo, con i ricorsi di quasi tutte le cordate partecipanti, prima davanti al Tar di Trento e in seguito di fronte al Consiglio di Stato. Il "vulnus" era proprio la nomina della commissione tecnica che secondo i giudici amministrativi era illegittima. Questo perché Flor e Ferrario in precedenza avevano partecipato al gruppo di lavoro che aveva definito i parametri del progetto Not. Questo li poneva in potenziale conflitto di interessi. Inoltre De Col, come presidente della commissione tecnica appaltante, avrebbe dovuto valutare eventuali cause di incompatibilità.

Nell'invito a dedurre i pm contabili sottolineano che la delibera di nomina della commissione tecnica era palesemente illegittima per la presenza di evidenti cause di conflitto di interesse. Quindi - sostiene l'accusa - a chi approvò la delibera 1984 in assenza di un parere di regolarità tecnica vanno addebitato le successive, evitabili, spese sostenute dalla Provincia nei primi due giudizi amministrativi. Nulla si contesta, invece, relativamente al contenzioso sorto dopo la revoca dell'appalto.

La voci di ipotetico danno erariale sono due. C'è il danno da disservizio per 35.874 euro, relativo alle spese sostenute dalla Provincia per organizzare una procedura di gara inutile perché viziata all'origine. La cifra è stata ricavata calcolando i giorni di lavoro persi da Flor, Ferrario e De Col per la commissione tecnica. Viene poi contestato a tutti un ulteriore danno erariale da 200.735 euro relativo alle spese legali affrontate dalla Provincia per la difesa nel primo giudizio davanti a Tar e poi al consiglio di Stato.
Va sottolineato che l'invito a dedurre non rappresenta l'anticamera del giudizio. Siamo ancora in una fase di indagini anche se l'atto inviato in questi giorni a Dellai e agli ex assessori della sua giunta è utile alla procura per disinnescare il rischio di prescrizione.
Ora ex amministratori e dirigenti avranno la possibilità di farsi interrogare oppure, se preferiscono, di depositare memorie in cui replicano alle accuse. Accuse che tutti, sin d'ora, respingono al mittente. Dopo questa fase di "ascolto" i pm contabili Pozzato e Teti decideranno se procedere alla citazione in giudizio, oppure se archiviare la contestazioni mosse agli "invitati" a cui, in teoria, spetta un dodicesimo del danno: vale a dire 19.717 euro a testa.

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