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Trentino Network, le sentenze

Zorer e Masera patteggiano

e pagano 20mila euro

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Si sono separate le strade processuali degli otto imputati (più tre società) dell’inchiesta su Trentino Network. In tre hanno patteggiato, altri imputati minori hanno preferito affrontare il processo; due hanno ottenuto la messa alla prova. E ieri c’è stata anche un’assoluzione: l’impiegata Adriana Provenzani.

Come era stato concordato durante l’ultima udienza davanti al gup Marco La Ganga, sono usciti di scena l’ex presidente di Trentino Network Alessandro Zorer e l’ex responsabile amministrativo Alessandro Masera: entrambi, difesi dagli avvocati Maria Cristina Osele e Roberto Bertuol, hanno patteggiato con il pm Paquale Profiti un anno di reclusione (pena sospesa) dopo aver risarcito 20.000 euro alla società (costituita parte civile attraverso l’avvocato Nicola Stolfi). I due dirigenti erano accusati di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, truffa, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale e, il solo Masera, abuso d’ufficio (per Masera è venuto meno un capo di imputazione per prescrizione).

Le accuse erano relative a consulenze giuridiche che, nella prospettiva della procura, Trentino Network avrebbe pagato due volte, visto che sarebbero state già svolte dal consorzio Trento Rise (con cui c’era una convenzione) o da Michele Debiasi, l’ex responsabile dell’ufficio legale di Trento Rise.

Zorer - che, dopo aver dato le dimissioni con preavviso, il 30 settembre cesserà di lavorare a Trentino Digitale - e Masera con il patteggiamento chiudono anche un secondo procedimento penale relativo allo sviluppo di un software gestionale affidato da Trentino Network a più riprese ad una società milanese. E sempre con lo stesso patteggiamento ad un anno, Zorer chiude altri due procedimenti relativi a contributi dati da Trentino Network a Create.net e al progetto Sunshine. Va sottolineato che Zorer ha sempre respinto tutte le accuse, ma ha preferito evitare logoranti battaglie giudiziarie concordando invece una pena tutto sommato contenuta.

La stessa strada processuale è stata scelta anche dall’ex responsabile dell’area business di Trento Rise, Ivan Pilati. La difesa, con l’avvocato Giovanni Rambaldi, ha patteggiato 6 mesi di reclusione, pena ridotta anche grazie al versamento di 10 mila euro alla parte civile.
Adriana Provenzani, dipendente di Trentino Network, è l’unica imputata ad essere stata assolta. La difesa, con l’avvocato Andrea de Bertolini, aveva scelto il processo in abbreviato condizionato all’audizione di due testimoni.
Escono di scena anche Robert Hoelzl, 61 anni, di Merano, e Valter Giuseppe Dalsass, 51 anni, di Cavedago. I reati loro contestati sono stati derubricati e questo ha permesso alle difese di ottenere la messa alla prova (dopo aver risarcito 5.000 euro a testa). Alla positiva conclusione del programma di lavori socialmente utili, i reati verranno dichiarati estinti.
Gli imprenditori Maurizio Cova, 49 anni, di Lavis, e Giorgio Fon, 66 anni, di Bassano del Grappa, sono stati rinviati a giudizio. Entrambi respingono le accuse e affronteranno il processo a febbraio.

Infine le società: hanno patteggiato sanzioni amministrative Evotrek Consulting di Trento (11.000 euro) e Studio Comclic di Merano (7.000 euro). A giudizio invece Evotrek srl.

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