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Curia: bilancio in rosso

per 2,3 milioni di euro

Patrimonio di 74,6 milioni

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L’Arcidiocesi di Trento l’anno scorso ha chiuso il bilancio con una perdita di 2,3 milioni di euro.

Ammonta a 74,6 milioni di euro il patrimonio netto della Curia di Trento nel 2018, in flessione del 3% rispetto all’anno precedente proprio a seguito della perdita dell’esercizio 2018 di 2,3 milioni.

«La perdita - sottolinea l’economo diocesano Claudio Puerari - è generata dalla differenza tra ricavi per 8,2 milioni (l’aumento di 422mila euro rispetto al 2017 è dovuto ad eventi straordinari e non ad una crescita delle entrate ordinarie) e costi (comprensivi delle imposte) per 10,5 milioni, caratterizzati da notevoli elementi di rigidità».

Sul versante patrimoniale, le immobilizzazioni, al netto degli ammortamenti, rappresentano l’86% del totale attivo di 113,4 milioni e sono dovute per 38,6 milioni a terreni e fabbricati strumentali (utilizzati per la propria attività) e per 26 milioni a terreni e fabbricati non strumentali.

Le immobilizzazioni di natura finanziaria sono pari a 31,1 milioni (in lieve diminuzione rispetto al 2017). All’interno di questa quota, poco più di 27 milioni sono relativi al 21,7% del capitale dell’Istituto di sviluppo atesino (Isa).

I dati, contenuti nel Rapporto 2018 dal titolo «La Chiesa per il territorio», sono stati presentati oggi, al Collegio arcivescovile di Trento, ai rappresentanti delle 452 comunità parrocchiali del Trentino e in particolare ai membri dei Consigli per gli affari economici.

L’arcivescovo Lauro Tisi ha sottolineato come la «Chiesa non può dimenticare che i suoi beni hanno una sola finalità: contribuire a comunicare la speranza evangelica e mostrarla nella concretezza di una mano tesa a chi fa più fatica».

«Rendere conto - ha aggiunto - è da adulti, è atto responsabile, la trasparenza è bellezza».

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