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Il Papa: «In Paradiso

non c'è il numero chiuso

ma la porta è stretta»

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«Non c’è il “numero chiuso” in Paradiso!», e la salvezza «non è questione di numero». Lo ha detto papa Francesco all’Angelus, commentando la frase evangelica di Gesù che, interrogato su quanti si salveranno, «colloca la risposta sul piano della responsabilità, invitandoci a usare bene il tempo presente»: dice infatti, «sforzatevi di entrare per la porta stretta, perchè molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno».

«Si tratta di attraversare fin d’ora il passaggio giusto, che è per tutti, ma è stretto. Questo è il problema - ha spiegato il Papa -. Gesù non vuole illuderci, dicendo: ‘Sì, state tranquilli, è facile, c’è una bella autostrada e in fondo un grande portone...’. Non ci dice questo, ci parla della ‘porta strettà. Ci dice le cose come stanno: il passaggio è stretto.

In che senso? Nel senso che per salvarsi bisogna amare Dio e il prossimo, e questo non è comodo!». Secondo Francesco, «è una ‘porta strettà perchè è esigente, l’amore è esigente sempre, richiede impegno, anzi, ‘sforzò, cioè una volontà decisa e perseverante di vivere secondo il Vangelo».

«Ci vuole lo sforzo di tutti i giorni, di tutto il giorno, per amare Dio e il prossimo», ha sottolineato Francesco.
Per il Papa, «il Signore ci riconoscerà non per i nostri titoli», - «guarda Signore, che io ero amico di tale prete, di tale cardinale» - «no, il Signore ci riconoscerà per una vita umile e buona, una vita di fede che si traduce nelle opere».

«Per noi cristiani - ha continuato -, questo significa che siamo chiamati a instaurare una vera comunione con Gesù, pregando, andando in chiesa, accostandoci ai Sacramenti e nutrendoci della sua Parola. Questo ci mantiene nella fede, nutre la nostra speranza, ravviva la carità».

«E così, con la grazia di Dio - ha concluso -, possiamo e dobbiamo spendere la nostra vita per il bene dei fratelli, lottare contro ogni forma di male e di ingiustizia».

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